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Immigrati: Zaia, no ad abolizione reato clandestinita'

domenica 26 gennaio 2014
Immigrati: Zaia, no ad abolizione reato clandestinita'

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Chioggia (Ve), 22 gen. (Adnkronos) - "Io non condivido che vada abolito il reato di clandestinità e lo dico dal Veneto che è una regione ospitale, che ha oltre 500mila immigrati, molti dei quali si sono integrati". Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, oggi a Chioggia. "Noi non siamo contro una immigrazione possibile, che è quella di chi viene qua per rispettare le nostre leggi, regole e per lavorare. Se qualcuno vuole venire qua per fare il delinquente, invece, deve tornare a casa sua", ha ammonito Zaia. E il presidente della regione ha poi sottolineato che "ll Veneto non è nelle condizioni di accogliere profughi da Lampedusa", rispondendo cosi' all'appello all'accoglienza da parte del patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, che pur riconoscendo le difficoltà in cui si trovano tanti amministratori pubblici ha chiesto accoglienza per i profughi. "È positivo che il patriarca dica di capire le ragioni degli amministratori - ha dichiarato Zaia ai giornalisti - Il Veneto conosce l'ospitalità. Viene citato come prima realtà come modello di integrazione e di ospitalità, non a caso abbiamo oltre 500 mila immigrati, molti dei quali sono integrati in maniera assolutamente eccellente". "La vera questione oggi - ha spiegato Zaia - nasce dal fatto che la crisi morde, soprattutto a carico delle nostre famiglie e c'è la necessità di garantire ai 4,8mln di Veneti di lavorare, di vivere, anzi di sopravvivere, indipendentemente dalla loro estrazione". "Sul fatto che arrivino nuovi cittadini - ha concluso Zaia - noi dobbiamo dire che non siamo in grado di fare fronte a queste nuove emergenze".