Roma, 22 gen. - (Adnkronos) - Car sharing, carpooling, bike sharing, file sharing. Ma anche crowdfunding, cohousing, coworking, opensource. In due parole 'sharing economy', o economia collaborativa, quella che punta tutto sulla possibilità di usufruire di beni e servizi in condivisione. Un fenomeno in crescita e che oggi riguarda diversi settori che sarà al centro della manifestazione europea "Oui Share Fest 2014", a Parigi dal 5 al 7 maggio. La prima edizione di "Oui Share Fest" ha attirato 700 operatori professionali e 3.500 partecipanti da 24 Paesi nelle prime due giornate di lavori, più oltre 3.000 visitatori nella terza, aperta al pubblico. Ma qual è lo stato dell'arte della sharing economy in Italia? Secondo un'indagine Duepuntozero Doxa del 2013, il 59% dei 1.500 italiani intervistati conosce almeno per sentito dire i servizi di 'sharing' e il 13% ne ha provato almeno uno. Tra quelli più noti, car sharing e alloggio condiviso seguiti da scambio e baratto, scambio di informazioni e idee, raccolta fondi, pratiche sportive e prestazioni professionali. L'indagine ha anche tracciato l'identikit del fruitore di servizi condivisi: uomo, tra i 18 e i 34 anni, laureato, residente in un grande centro abitato soprattutto in Lombardia. Gli aspetti più apprezzati della condivisione, tra chi ha dimestichezza o ha provato almeno un servizio, sono l'innovazione e l'intelligenza delle soluzioni (36%), la possibilità di risparmiare (29%), il fatto che consenta un maggiore rispetto dell'ambiente (28%). Tanto per fare un esempio, ecco qualche dato sul crowdfunding, processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. Insomma, un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. In Italia ad aprile 2013 erano 21 le piattaforme attive di crowdfunding e due in fase di lancio (secondo l'analisi di settore a cura di Daniela Castrataro di twintangibles&crowdfuture e Ivana Pais dell'Università Cattolica con il sostegno di Icn - Italian Crowdfunding Network): quella con la tradizione più lunga è Produzioni dal Basso. Le sedi di queste piattaforme si concentrano nel Nord Italia, una sola al centro (Roma) e una al sud (Puglia) I progetti ricevuti complessivamente dalle piattaforme di crowdfunding italiane dal momento del loro lancio sono più di 30.000; quelli approvati sono quasi 9.000 di cui il 28% ha avuto buon esito. Il valore complessivo dei progetti finanziati è pari a 13 milioni.




