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Sicilia: Presidente Ars, non abbiamo introdotto indennita' per capigruppo

domenica 26 gennaio 2014
Sicilia: Presidente Ars, non abbiamo introdotto indennita' per capigruppo

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Palermo, 23 gen. - (Adnkronos) - "E’ triste constatare che alcuni esasperino i toni della protesta. Ormai e’ da tempo che subiamo notizie inserite nel circuito mediatico, soprattutto nazionale, senza un’attenta verifica di tutti i dati. Cui prodest, tutto questo?". Cosi' il Presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, proseguendo il suo intervento in aula. "Due esempi, tanto eclatanti quanto infondati. Il primo - dice - Si e' falsamente detto che il Parlamento siciliano, unico in Italia, avrebbe introdotto l’indennità di funzione per i presidenti dei gruppi consiliari. L’indennità, che comunque era già riconosciuta prima ancora dell’approvazione della riduzione dei costi della politica, e' assegnata per legge ai capigruppo nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto e in ultimo la Sicilia. Quid novi?". "Il secondo esempio - prosegue - Si continua a sostenere che, con un bilancio di 160 milioni, l’Ars ha i costi più alti di qualsiasi altro Parlamento in tutta Europa. Peccato che ci si sia dimenticati di evidenziare che circa 65 milioni di euro del bilancio siano destinati al pagamento delle pensioni di ex dipendenti ed ex deputati. Costi che negli altri Consigli regionali so-no, invece, a carico dell’Inps. O che tra le spese contenute nel bilan-cio una voce pari a circa 7 milioni di euro sia destinata alla manu-tenzione ordinaria e straordinaria di un edificio storico come il palazzo dei Normanni, che rappresenta anche una delle mete di mag-giore attrazione turistica. Bastano queste due voci per ridurre il bilancio dell’Ars di quasi il cinquanta per cento, in linea con le altre Regioni italiane. Perché avviene tutto questo?". "Alcuni hanno provato fastidio nel dovere appurare che il nostro Parlamento ha avuto la forza di autoriformarsi: introducendo norme sull’anticorruzione e sulla trasparenza, oltre al contenimento dei costi della politica - spiega ancora Ardizzone - In una parola, con l’adozione di tutta una serie di provvedi-menti normativi ed amministrativi ci siamo sottratti alla speculazione politica nazionale che nel parallelismo con il senato voleva vedere solo la fonte di costi e privilegi. La scelta di uniformarci, avendo le carte in regola, ci ha reso più forti. Ma le recenti polemiche rischiano di vanificare il tutto. Dobbiamo essere coscienti che l’odierno disprezzo per la Politica rischia di sfociare in una deriva populista. D’altronde come non ri-cordare tutte le cruente e terribili dittature del XX secolo connotate dal disprezzo per i parlamenti e per le loro regole. La democrazia non è il sistema politico perfetto. Tuttavia, è quel sistema in cui le procedure sono pubbliche e gli abusi sono perseguiti dalla magistratura. Una forma che è legittimata direttamente dal po-polo, che mediante il voto sceglie i propri rappresentanti. Nelle ditta-ture, invece, le decisioni sono oscure, gli scandali manovrati e la diri-genza si rinnova secondo criteri ignoti. Questo non giustifica gli abusi, ma induce a riflettere sui toni, talvolta, estremi che sono usati nell’attuale momento politico-sociale e soprattutto è un invito a non generalizzare,e a distinguere caso per caso. Il bene, pubblico o privato, si costruisce giorno dopo giorno".