(Adnkronos) - L'attività svolta nella corrente stagione estiva dai reparti della Guardia di Finanza nel contrasto alla contraffazione e all'abusivismo commerciale si colloca in una cornice più generale, volta a tutelare il territorio dall'invasione di prodotti di provenienza incerta e assolutamente non sicuri per i consumatori. Da un lato, quindi, la necessità di assicurare l'incolumità dei cittadini e, dall'altro, quello di scoraggiare ogni forma di illegalità economica che colpisce soprattutto gli operatori commerciali che lavorano nell'assoluto rispetto delle leggi. Sotto quest'ultimo punto di vista, anche il consumatore dovrebbe contribuire a non farsi parte attiva finale di un circuito illegale nel quale prevalgono aspetti di sfruttamento della manodopera impiegata in nero, molto spesso anche di natura minorile, e dove inconsapevolmente si vanno ad alimentare profitti destinati a mantenere vitali le organizzazioni criminali di spessore. La dimensione del fenomeno, quindi, potrebbe essere ridimensionata se vi fosse minore accondiscendenza da parte dell'utenza e maggiore consapevolezza sui gravi effetti distorsivi che ne conseguono in termini di danni alle imprese, all'occupazione, all'erario e alla libera concorrenza.




