Se il governo fosse davvero preoccupato di far quadrare i conti, ridurre gli sprechi e limare le unghie alla Casta, farebbe una cosa sola: seguirebbe l’esempio del Trentino, estendendo la decisione della Regione autonoma dell’Alto Adige a tutte le regioni d’Italia. Ma che hanno fatto di tanto speciale ai piedi delle Dolomiti? Semplicemente hanno cancellato i diritti acquisiti dei politici. Con una banale delibera di consiglio hanno stabilito che gli importi percepiti dagli ex consiglieri della regione sono stati incassati indebitamente e dunque non solo hanno deciso di non pagare più i vitalizi, ma addirittura hanno richiesto indietro i soldi. Clamoroso al Cibali, anzi al Briamasco, che poi sarebbe lo stadio di Trento: i subalpini hanno scoperto l’acqua calda, ossia che i vitalizi concessi alla classe politica locale non sono per sempre, come i diamanti, ma si possono revocare e anche - udite, udite - dichiarare illegittimi, perché in fondo sono stati gli stessi consiglieri regionali ad attribuirseli. Una cosa ovvia, talmente ovvia che nessuno fino ad ora l’ha adottata. (...) Clicca qui, acquista una copia digitale di Libero e leggi l'editoriale di Maurizio Belpietro



