Se uno scrive un disco e lo intitola Pop-hoolista un motivo ci sarà, e infatti c'è: Fedez, il rapper idolo delle ragazzette giuste, si confida in una lunga intervista concessa a Il Giornale e butta fuori tutto. Conferma, in sintesi, la tesi che già fra le righe si poteva intuire dalle liriche del disco: il neo giudice di X-Factor si schiera apertamente col M5s, di cui pure ha scritto l'inno e che risuonerà (trionfale o meno) al raduno pentastellato al Circo Massimo che si terrà dal 10 al 12 ottobre. Silenzio parla il rapper - "Nella non scelta della politica italiana, la scelta migliore è il M5S ma non vuol dire che credo ai complotti delle scie chimiche o del controllo mentale come alcuni sostenitori" si fa saggio il Fedez che non rinuncia a lanciar una mini provocazione al premier Matteo Renzi: "Non mi fido di un presidente del Consiglio che sale a Palazzo Chigi non eletto dopo aver promesso di non volerlo fare, che è sostenuto dalle banche, che in un’intervista di molti anni fa disse che i termovalorizzatori facevano bene alla salute" chiosa sospettoso il teen idol. Fedez descrive l'Italia come una "Repubblica Cieca" che finge di non vedere i reati di mafia, le trattative con Cosa Nostra e tace sulle più gravi stragi e attentati. Fa un appello a Napolitano, Fedez, affinchè vada a testimoniare per la trattativa Stato-Mafia o perlomeno "passi il testimone". Il rapper, nonostante abbia scritto l'inno per i "movimentati" grillini, ha detto che non parteciperà al raduno del Circo Massimo del 10 e 12 ottobre. Pop-hoolista, ma con garbo.



