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Pitti Uomo, le tendenze del prossimo autunno: niente "uomini-pagliaccio"

di Andrea Tempestinidomenica 18 gennaio 2015
6' di lettura

Non vi fate confondere dalla Fiera della vanità che popola Fortezza da Basso, con uomini dai 18 agli 80 anni accomunati dalla passione per la moda, la sperimentazione di uno stile spesso eccentrico, sempre ricercato, alle volte sopra le righe. Loro non anticipano la moda che verrà, loro si vestono per stupire e per farsi guardare. Le tendenze del prossimo autunno inverno presentate al Pitti Uomo sono un’altra cosa. Non vogliono uomini-pagliaccio. Il linguaggio dell’eleganza maschile ha dei punti fermi, per fortuna: abiti comodi e ben tagliati, non troppo modaioli, con giacche abbastanza corte ma non strizzate, camice ben tagliate e cravatte di ottima seta italiana. Torna di moda il velluto a coste larghe nei colori meno vistosi, più naturali, come fango cachi, avion. Stravaganze bandite. La cravatta? L’avevano data per spacciata e invece è ancora lì, pronta per essere indossata, o al massimo la si può mettere come pochette nel taschino. Gli smoking sono in velluto o di tessuti stretch e la giacca del tuxedo può essere portata anche da sola sopra i jeans. Grande protagonista il cappotto che torna in scena a Pitti come "pezzo forte" per riscattare l'eleganza di un tempo, quella fatta di capi solidi che rimangono nel guardaroba per molte stagioni, passando anche di padre in figlio. Infatti, piace anche ai più giovani. Ecco perché da Brunello Cucinelli, dove nulla è lasciato al caso, il nuovo cappotto grigio spigato viene indossato da un modello di appena 20 anni che lo porta con i moderni pantaloni pied de poule, sempre slim ma con nuova piega, con risvolto e una ritrovata morbidezza sulle cosce, abbinati a una giacca in cachemire tinta unita color bianco mandorla, a un petto e mezzo. Il tutto in un mix di microfantasie che è il diktat del guardaroba maschile dello stilista di Solomeo per le prossime stagioni fredde, per le quali ripropone anche lo sherling rovesciato. Da Sevenbell il cappotto gareggia con il peacoat ma è in casentino nei nuovi colori zolfo, bordeaux, denim e blu navy. Da Dekker è un capospalla in nylon trapuntato, con imbottitura in ovatta, pettorina staccabile in tessuto di lana, cappuccio staccabile. Da Paoloni i cappotti sono più preziosi, con macro - heck, boluclè, gessati e jacquard. Da Manuel Ritz (Gruppo Paoloni) il cappotto è irrinunciabile nel guardaroba come il piumino, ma anche in questo caso è d'obbligo l'accostamento tra tradizione sartoriale e tecnologia per garantire confort e sportività. Troviamo capi realizzati infatti in cordure, cotoni e lane ma con interni in piuma ecologica. Lardini punta sul bianco per giacche bouclè fatte con filati a telaio, dinner jacjet e cappotti in casentino. L'alternativa è il cappottone in panno di lana con bavero di pelliccia di visone della linea speciale che lo stilista americano Nick Woster firma per Lardini. Da Pringle of Scotland, che festeggia 200 anni dalla nascita del marchio, lo stilista Massimo Nicosia lancia un tessuto tartan, segno distintivo del brand, realizzato ad Hawick, nel sud della Scozia, e lo utilizza per il suo cappotto di punta. Eleganza maschile con richiami al passato per Tagliatore che propone modelli slim, dettagli sartoriali e asole aperte. Sotto la giacca in lana fantasia check sfoderata e destrutturata con le spalle insellate e i bottoni in cuoio spunta il gilet coordinato. La giacca da smoking Tagliatore si presenta sfoderata e destrutturata, in lana –mohair fantasia check con rever sciallato, inserti in velluto, tasche e filetti e bottoni ricoperti di velluto. Ma il nuovo businessman di Pitti Uomo non è soltanto un elegantone che riscopre il gusto del bel vestire, è anche un gentlemen che deve affrontare viaggi di lavoro improvvisi, escursioni termiche drastiche, situazioni anche di relax dov’è necessario un guardaroba ad alte prestazioni tecniche. Insomma una sorta di Daniel Craig-James Bond catapultato dal mite clima di Roma a freddi da latitudini nordiche. Per questo non può che scegliere piumini, giacconi e parka concepiti per l'outdoor. Capi ingegnerizzati per essere indossati a volte sovrapposti, mantenendo un fit confortevole e una linea definita. Ma anche giacconi impermeabili, antivento, traspiranti e idrorepellenti, dall'interno imbottito e staccabile. La ricerca si applica allo sviluppo d'imbottiture termiche, scoprendo alternative a ovatta e piuma d’oca ecologica che garantiscono leggerezza e proprietà isolanti. Un guardaroba fatto di pezzi più ricchi nelle strutture e nei dettagli che giocano con l'utilizzo delle lane abbinate a nylon opachi o stampati. Focus quindi sui parka, giacche termiche e piumini. Capsule collection da Husky Original il brand born in England che torna a Pitti con capi icona in materiali tecnici e trattamenti di tintura in capo, tipici del marchio da sempre scelto dalla Royal Family inglese. La giacca con l'originale trapunta a rombi, indossata fin dagli anni '80 da tanti personaggi dello sport e del jet set, si evolve grazie all'imbottitura ultra leggera in poliestere compresso ad alte performance termiche. Da segnalare il percorso creativo di American Vintage che riscopre l’autenticità e la naturalezza dei capi basic declinati in fibre nobili (come il modal) estratte dalla cellulosa che ha il pregio di essere una materia prima naturale, setosa e flessibile, in grado di garantire un grande confort. Così come il purissimo cotone Supima, ribattezzato il per la sua preziosità e finezza e il tencel, una fibra a base di legno di eucalipto dalla morbidezza ineguagliabile che protegge contro batteri, assorbe l’umidità e svolge un’azione isotermica come la lana pura. Così come sono da segnalare per i più giovani le camice di Eton effetto scenografico stampa fantasia che si confonde in un trompe l’oeil da artista moderno. Definitivamente approvato lo scambio e l’intreccio tra classico e sportswear. Come è ormai approvato il concetto che l’abito non ha più bisogno di una scarpa stringata di pelle, ma si accontenta anche di una sneaker. E quindi una fra tutte la Lotto leggenda, elegante dal carattere urbano e con l’applicazione dell’Hinomaru, la bandiera giapponese, come omaggio al Sol Levante. Due i nuovi modelli: Osaka, con tomaia in nabuk slavato e tessuto intrecciato in lana che richiama la trama dei lunghi mantelli Samuari e Fuji, con tomaia in nabuk, suede in nylon bicolor. Entrambi i modelli Lotto hanno la suola rialzata per garantire l’isolamento durante i climi più rigidi. L'ultima novità in fatto di stile vuole che anche le calzature, esattamente come il corpo di chi le indossa. L'idea è del brand marchigiano O.X.S. che oggi a Pitti ha lanciato la linea By Alle Tattoo alla presenza del dj e conduttore Francesco Facchinetti, grande appassionato di tatuaggi. Così lo scarponcino icona del brand, il modello Frank, appare in una nuova versione firmata dal noto tatuatore modenese, detentore di quattro Guinness World Record, tra cui quello per la seduta di tatuaggio più lunga al mondo. La mini collezione, in pellami originali e suole ultra leggere, ha tipici richiami al mondo dei tatuaggi. L’opera d’arte: nove chilometri dello storico tessuto Softy disegnano la facciata della sede di Scandicci di Gherardini, in occasione di Pitti Uomo e per celebrare i 130 anni della maison di pelletteria più antica d'Italia, fondata nel 1885. Fino al 16 gennaio, la sede produttiva Gherardini-­Braccialini si vestirà di un'opera d'arte, a cura di Marco Fallani, che richiama i lavori di Christo e le sue installazioni con l'utilizzo di tessuti come land art per trasformare e avvolgere interi edifici. Protagonista il tessuto Softy, che ha vestito per anni e continua a vestire le mitiche borse della maison, caratterizzato dalla stampa del logo all-­over, impermeabile e leggero, nato da una ricerca voluta proprio da Pierluigi Gherardini all'inizio degli anni '70 e proseguita nel tempo fino alle attuali caratteristiche di ultima generazione nella resistenza alla luce e allo sfregamento. L'opera a cura di Marco Fallani cambierà l'atmosfera e la sensazione di uno spazio in grande scala, creando, anche con i colori, illusione e prospettiva cromatica. Le celebrazioni per i primi 130 anni di Gherardini, ispirate alla reinterpretazione e rielaborazione dei grandi classici della maison, coinvolgono anche un altro luogo chiave per la storia del brand: il primo negozio, aperto a Firenze 100 anni fa, dove la Mona Lisa di Andy Warhol dalla vetrina di Via della Vigna Nuova strizzerà l'occhio a Pitti Uomo al fianco della storica Bellina riletta per l'occasione in chiave pop. di Daniela Mastromattei