Se Tom Ford a Londra sceglie la non sfilata e, a sorpresa, fa trovare una sorta di set fotografico per presentare la sua collezione uomo autunno inverno ("Mettete subito tutto su Instagram", dice) siamo di fronte a una svolta. La svolta: basta sfilate, sottolinea Ford "perché c'è sempre il rischio dell'esagerazione, l'ansia di stupire. Mentre la moda è precisione". Una precisione british (anni Settanta-Ottanta) quella dello stilista fatta di blazer optical, mini-cravatte, piccoli colletti, quadratini, abiti pied-de-pule, dolcevita bianco-nero. E poi il bomber di pelle, il montgomery, i jeans stretti, le sneakers con tutto. Ford non ha bisogno di troppe stravaganze per far parlare di sé: il suo nome gira già con molta insistenza anche per un suo ritorno come direttore creativo di Gucci, al posto di Frida Giannini. Si tratterrebbe di un grande ritorno, visto che lo stilista ha ricoperto lo stesso incarico presso la maison fiorentina dal 1994 al 2004 con grandi consensi. Ma anche se sono solo rumors speranzosi sul suo ritorno al comando del brand del gruppo Kering, il designer dà lezione su come si presenta la moda uomo per niente effimera, priva di effetti scenici. Ecco perché ci piace la presentazione di Pirelli PZero anch'essa dal sapore british: una collezione stilosa e perfetta da Milano a New York. Il motivo spinato del tessuto inglese da sartoria maschile, egregiamente prodotto nel distretto biellese, vestirà i nuovi piumini del prossimo autunno-inverno. La spina di pesce si ritrova sul nylon del bomber che si scompone per tutte le stagioni: sotto, il piumino parafreddo e, sopra, un parka antivento, da portare insieme o separati. L'assemblaggio funziona benissimo anche tra i vari materiali: il bomber di montone ha le maniche in piumino di nylon e quello in pelle ha la grinta dei dettagli tecnici. La nuova frontiera del gommato è il "cotone incappottato" anche per il blouson sagomato e spalmato. Questa stagione Pzero consolida ed esaspera il lavoro di ricerca: le sneaker metropolitane New Evolution, con alto tallone e suola anti-shock, acquistano consistenza invernale mentre quelle in rete tecnica doppiata in tessuto di nylon assumono un effetto 3D. Compaiono gli inediti anfibi stringati, già prenotati a New York dove le nevicate sono sempre abbondanti e la suola antiscivolo rubata ai famosi Sottozero, pneumatici Pirelli offre ottime prestazioni. Un debutto importante: lo zaino Extreme Bag Pack, simbolo dei nuovi accessori Pzero, si infila come uno zaino ma diventa quasi un gilet ergonomico, un guscio in pelle e rete traspirante, imbottito e protettivo come un airbag per cavalieri urbani. Tanta ricerca anche da Piquadro, dove la collezione è pensata "per un uomo che porta con sé passioni e tecnologie", sottolinea Giancarlo Petriglia nel descrivere la sua terza collezione per Piquadro, presentata in una chiesa sconsacrata di San Carpoforo, nel cuore di Brera. Spunti e percorsi per arrivare alla borsa ideale di un uomo artista, sportivo o business man: ecco quindi tre modelli Eta, Tau, e Psi (nomi presi in prestito dalle lettere greche). Così la borsa scanzonata si trasforma in zaino, quella seriosa non smette di stupire con ulteriori zip e tasche. La leggerezza ancora una volta ben si combina con la multifunzionalità, anche quando le tinte sono intense e brillati (giallo, turchese, verde e arancio) o si accendono con motivi astratti. Anche Iceberg, questa volta, sceglie la presentazione statica (forse fra un po', le sfilate saranno solo un vago ricordo). Qui la cultura giapponese incontra la pop art per la nuova collezione di Federico Curradi. "Mi è sembrata la chiave migliore per presentare l'uomo, che ha bisogno di un tempo maggiore - spiega Paolo Gerani di Gilmar - per farsi apprezzare nei dettagli". Così da vicino è più facile notare l'intreccio di materiali diversi: lana, cammello, mohair e cachemire. I filati sono stati trattati come si fa con il colore puro nella pittura: lo si mescola, lo si dissolve fino a trovare il tono voluto. I filati sono stati mescolati, pettinati, infeltriti e pressati, usando le tecniche dell'intarsio e dello jacquard. I richiami al Giappone partono dal rigore dei tagli kimono e proseguono nelle stampe di robot, cartoni animati e samurai. Anche i colori sono quelli usati da Basquiat, mescolati a toni più pop, dal vinaccia all'ocra, dal blu al senape. Sarà difficile per Dolce e Gabbana rinunciare al teatrino della sfilata. Questa volta è una collezione dedicata alla famiglia. La nonna seduta come una regina tra i nipoti ormai adulti, la matriarca in nero che sgrana il rosario con la nipotina al suo fianco, la mamma con il bebè in braccio e il papà che tiene per mano il fratello maggiore. L’invito parlava chiaro: "love family" racchiuso in un cuore rosso con le foto in bianco e nero degli stilisti da piccoli con i loro parenti: la festa di compleanno, le vacanze al mare, il ritratto con i nonni. E stampate su bluse di seta ci sono immagini retrò e scatti di oggi, sempre in bianco e nero, ma anche rivisitazioni naif in pelle e tessuto che ricordano disegni o collage fatti da un bambino. E poi c'è la Sacra famiglia, quella della Madonna e del Bambino, riprodotta su felpe e T-shirt e incorniciata da bordi di passamaneria dorata. E c'è la corona, ricamata in oro sui completi neri dal taglio asciutto, applicata sulle felpe, stampata sulle polo "perché quando incoroni una famiglia è per sempre, che sia ricca o povera poco importa, è comunque il tuo orgoglio", dicono gli stilisti. Sui bomber troneggiano le frasi: "Ti voglio tanto bene", "Amore mio", "Sei la mia famiglia". In testa coppole damascate, sulle spalle zaini con la scritta: "Sicilia". Corneliani ha voluto vestire un principe contemporaneo. Per questo giovane dall'animo nobile solo tessuti nobili, dalle lane nodose o cardate al visone ingrigito e agugliato fino al cashmere con particolari in pelle, in una fusione costante tra formale e sportivo e in un'alternanza di blu e di grigi. Come capospalla il lungo cappotto doppiopetto convive insieme a giubbini e parka con rifiniture di pelliccia e revers a punta lancia. Nei completi le giacche hanno linee ridotte, ma comunque morbide, con le spalle scese e revers sciallati di maglia, mentre i pantaloni con le pinces sono morbidi al bacino e si fermano alla caviglia. Sotto la giacca, più che la camicia, il dolcevita, nei toni della natura, dal verde al terra. La natura si respira anche nella nuova collezione disegnata da Stefano Pilati per Ermenegildo Zegna andata in scena su una passerella fatta di vera terra, con i rumori del bosco e della giungla. Capi pensati per un ambientalista che vive in città e si sposta in bici. Ecco dunque i nuovi pantaloni con gli elastici in fondo, da biker, le giacche dalla tasche capienti e dalle maniche spezzate da zip, i cappelli da baseball che ricordano gli elmetti, gli zainetti e le borse a tracolla, le scarpe con i rinforzi in gomma. La coscienza ecologica inizia fin dalla scelta dei filati, dall'Harry’s tweed plastificato dei cappotti, con effetto lucido, al golf di cachemire riciclato, che ha un aspetto “tweedato” e si mette sotto il blazer dall'aspetto lucido. Mostra il suo lato sportivo anche Hogan. Il brand che fa capo al gruppo Tod's ha presentato la collezione disegnata da Simon Holloway, con una impronta di atletismo. Per mostrarla, il marchio del gruppo di Diego Della Valle ha invitato Jamie Campbell Bower, uno dei volturi (vampiri) di New Moon, il film del 2009 che fa parte della saga di Twlight, per il quale un centinaio di ragazzine si è radunato davanti alla sede di Hogan a partire da questa mattina presto. Venticinque modelli hanno sfilato divisi in blocchi da cinque, ognuno per colore, nero, bianco, blu navy, grigio e cammello. Sullo sfondo di una strada newyorkese anni '90, si sono alternati capi grintosi, come i denim e le giacche di jeans, i cappotti in lana intrecciata, i maglioni in cachemire con cinghie in suede, e gli abiti con camicia e cravatta, il tutto reso elegante da sovrapposizioni lussuose e calzature lusso casual. Un aviatore minimalista, tra militare e sartoriale, sfila da Andrea Pompilio. I cappotti oversize in alpaca hanno doppi colletti in tessuto a contrasto, nervature grafiche e cinture a vita alta e si alternano ai montoni da aviatore, portati con pantaloni a palazzo con ampia banda grafica laterale. Applicazioni in spugna, che ricordano gli stemmi sulle divise dei piloti, decorano camicie in popeline, maglioni in angora e visone, felpe in cotone giapponese. Il look è completato da sneakers bianche, chiuse da una fascia nera a contrasto, lunghi guanti con bande in montone a contrasto sovrapposti a bomber e camicie, enormi cappucci imbottiti, come quelli dei paracadutisti, applicati sulle felpe. Ennio Capasa continua a "danzare con gli angeli". Dopo la performance interattiva messa in scena a Los Angeles con l'artista serba Marina Abramovic, il designer di Costume National ha portato a Milano lo stesso spirito. "Gli angeli urbani seduti su un tetto di Santa Monica - racconta lo stilista nel backstage - sono planati qui, con lo stesso spirito rock'n'roll". Sfilano uomini lievi con un tocco rock, con la giacca che cambia forma, più corta e stretta, con bottoni di acciaio e strass termo adesivi, con i pantaloni super skinny e le scarpe boots con tacco e dettagli metallici. Tutto viaggia sui toni del cammello, turchese, nero, grigio e verde bottiglia. Per prendere il volo, poi, ecco le piume, sui lunghi e scuri cappotti over. Volare non basta, ma "c'è bisogno anche di luce - aggiunge Capasa - che si sprigiona dai velluti", un tessuto che torna su abiti e giacche. Da Philipp Plein va in scena un incontro di lotta. Qui la collezione non è la vera protagonista, "perché la moda deve divertire", spiega il creativo austriaco. "Non abbiamo davvero bisogno di comprare una giacca o un paio di pantaloni nuovi - aggiunge Plein - per questo organizzo sfilate-spettacolo e realizzo collezioni come questa". Il designer di Monaco gioca a esagerare, proponendo un lusso sfrenato, fatto di pellami pregiati e lavorazioni made in Italy (solo una parte è prodotta in Turchia), ma rubando le forme allo sport e all'aeronautica. Così, la t-shirt oversize e la mazza da baseball sono in coccodrillo o pitone, come il chiodo e le tute, mentre i pantaloni sono ricostruiti con nappe, le sneakers in pelle hanno la suola che si illumina e il muso del felino arrabbiato sulla linguetta e i boots sono vagamente militari. Tom Ford contro Philipp Plein chi vince? di Daniela Mastromattei @DMastromattei



