(Adnkronos) - Secondo gli imprenditori intervistati, le attività legali ascrivibili alle organizzazioni criminali incidono sul Pil provinciale in misura del 10,8 percento, mentre quelle illegali contribuiscono per il 9,5percento. I settori maggiormente interessati dalle interferenze mafiose sono quelli delle costruzioni (77,8%) e dei lavori pubblici (65,2%), seguiti più a distanza dal commercio (22,4%). Il 44,8 percento del campione di imprese, poi, ritiene che la criminalità organizzata aumenta la concorrenza sleale, mentre un imprenditore su tre attribuisce a questo fattore la mancata crescita dell'occupazione (34,6%). Per contrastare l'illegalità, sottolineano l'importanza dell'approccio "repressivo", cioè interventi delle forze dell'ordine e maggiore severità delle leggi, ma anche di quello "preventivo", ovvero politiche per la coesione sociale, promozione del senso civico e della cultura della legalità, che mirano soprattutto a sradicare la matrice socioculturale della criminalità.




