Napoli, 3 apr. - (Adnkronos) - Un sistema criminoso capace di "incidere profondamente" sul regolare andamento del mercato procurando una "illecita posizione di vantaggio" nella quale operavano le ditte riconducibili alla famiglia Cosentino. E' quanto emerso dall'indagine avviata nel 2011 dalla Procura di Napoli e che questa mattina è culminata con gli arresti dei fratelli Cosentino e di altre 10 persone. Nucleo essenziale della vicenda, la pratica di autorizzazione ottenuta dall'imprenditore Luigi Gallo dal Comune di Villa di Briano, per l'apertura di un impianto di carburanti che, di fatto, paralizzava la possibilità per i fratelli Cosentino di ottenerne una analoga nel confinante comune di Casal di Principe a causa della mancanza della distanza minima di 5 km richiesta dalla normativa. Per questo Antonio, Giovanni e Nicola Cosentino avrebbero istigato due dirigenti dell'Utc di Casal di Principe a rilasciare comunque e illecitamente all'Agip Petroli, società considerata partner dei Cosentino, un'autorizzazione edilizia con "palesi vizi di legittimità e in mancanza dei principali pareri previsti dalla legge". Le minacce nei confronti di Luigi Gallo, la cui collaborazione è considerata "di estrema importanza" dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli nella ricostruzione dei fatti, sono state reiterate nel tempo anche dopo l'entrata in vigore della legge che dal 2008 ha liberalizzato il settore della distribuzione di carburanti.




