Roma, 5 apr. (Adnkronos) - La comunità vicentina di preti e suore è costantemente in contatto con i confratelli e le consorelle della missione nel nord del Camerun dove stanotte sono stati sequestrati Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, insieme ad una suora canadese. "Notizie rassicuranti non ce ne sono, si tratta di attendere e di avere la massima cautela - afferma una suora della Divina Volontà di Bassano del Grappa le cui consorelle operano nella missione africana da vent'anni -. Dopo il rapimento del prete francese Georges Vandenbeusch ( fu rapito nella stessa regione nel novembre del 2013, tenuto in prigionia in Nigeria e liberato dopo tre mesi, ndr) - racconta ancora la religiosa - la situazione pareva essere contenuta. Ora il momento è tornato acuto. Non stanchiamoci di pregare per i rapiti". Uno dei sacerdoti sequestrati, Gianantonio Allegri, alla vigilia della sua partenza per la diocesi africana di Maroua, aveva avuto modo di spiegare le ragioni della sua missione: "La prima urgenza resta quella di dare solidità alla fede. Il cristianesimo ha iniziato a diffondersi in quella zona una cinquantina d'anni fa. C'è ancora una forte presenza di religioni intrise di culti africani, molti i musulmani. Dopo il lavoro iniziale, due parrocchie sono state riconsegnate alle diocesi e al clero locale, segno di un impegno missionario che trova radici e porta frutto". "L'evangelizzazione - aveva spiegato ancora il missionario - si sta ulteriormente spingendo verso le montagne, tra le popolazioni Mofu, dove il culto è animista: un bel traguardo in quei luoghi così legati alla tradizione. La Chiesa locale punta sul binomio 'Vangelo e sviluppo' ed in tal senso noi ci stiamo muovendo, senza forzature e con rispetto, promuovendo il ruolo dei laici e del clero locale".




