Milano, 13 gen. (Adnkronos) - Le condizioni in cui avvenne l'attentato del 27 luglio 1993 di via Palestro a Milano "conferma che l'obiettivo non era solo la devastazione e il danneggiamento dei luoghi della cultura del nostro Paese, ma riguardava anche le persone: l'ordigno fu collocati in un luogo che, anche in orario serale e notturno, era frequentato, soprattutto in giornate estive come quella del 27 luglio, e l'esperienza dell'attentato fiorentino rendeva del tutto evidente agli attentatori che le esplosioni presso quei luoghi avrebbero posto in pericolo la vita di decine di persone". E' quanto scrive il gip di Milano Anna Laura Marchiondelli nella richiesta di ordine di custodia cautelare per Filippo Marcello Tutino, già detenuto ad Opera (Milano) per altra causa. "Ciò significa che la finalità terroristica non era limitata alla devastazione delle cose, ma riguardava anche le persone, la cui morte, avrebbe (come è avvenuto) determinato una più intensa valenza intimidatrice degli attentati", si legge nell'ordinanza di 116 pagina. "L'indagato certamente era consapevole che le sue condotte si inserivano in un contesto finalizzato alla realizzazione di quel tipo di attentati e tale condivisione dell'obiettivo configura il dolo del delitto di strage", aggiunge. "Sussistono le aggravanti contestate, ad esclusione di quella della finalità di eversione dell'ordine costituzionale, atteso che la finalità delle stragi era quella terroristica e di agevolazione dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra, mentre nessuna finalità eversiva è emersa dalla ricostruzione delle vicende qui giudicate", sottolinea il gip.




