Grosseto, 13 gen. - (Adnkronos) - Nel giorno in cui l'Isola del Giglio ricorda il secondo anniversario del naufragio della Costa Concordia, nel cantiere attorno al relitto l'attivita' e' meno evidente del solito, impegnato per lo piu' all'interno della nave e senza necessita' di grandi attrezzature nel porto. Si lavora inoltre altrove, a predisporre le strutture che serviranno, presumibilmente ad aprile, ad agganciare sul lato di dritta, quello per una anno e mezzo e' rimasto schiacciato sul fondale, i cassoni che serviranno a farla rigalleggiare: sia che la scelta sia di trainarla così fino al porto di destinazione, sia che venga deciso di portarla in un fondale di almeno trenta metri e poi sollevata e caricata sulla nave semisommergibile Vanguard per accompagnarla al luogo in cui sarà rottamata. A quel punto basterebbe un porto, si dice, con poco più di undici metri di fondale. Piombino miglior soluzione - "Sono d'accordo con il ministro Orlando. E' necessario che la rottamazione della Costa Concordia sia fatta in Italia", aveva commentato il presidente della Toscana, Enrico Rossi all'indomani della conferenza stampa di venerdì a Roma. "Noi - aveva proseguito - lavoreremo per questo e perché la scelta cada sul porto di Piombino. Sono convinto che questa sarebbe la soluzione migliore sia dal punto di vista ambientale che economico". Piombino del resto è il porto più vicino, distante appena 32 miglia, e si sta attrezzando. Finora l'operazione di recupero della Concordia è costata a Costa e alle assicurazioni inglesi oltre 600 milioni. Lo smantellamento, è stato ripetuto nei giorni scorsi, probabilmente avrà una ricaduta diretta sull'economia del territorio di almeno altri 30. La commessa inoltre darà lavoro per un paio di anni ad almeno duecento persone.




