Città del Vaticano, 13 gen. (Adnkronos) - "Il gesto consumato in mattinata, purtroppo, è semplicemente il segno di un malessere che è sempre più crescente, che all'Aquila oramai ha toccato il limite e che ha poi ripercussioni in tutta la nostra regione". Così don Marco Pagniello, delegato Caritas per l'Abruzzo, commenta a Radio Vaticana il gesto di protesta messo in atto dal direttore di Confcommercio dell'Aquila. Nel capoluogo abruzzese distrutto dal terremoto "la mancata ricostruzione o questa ricostruzione così lenta sta costringendo sempre di più gli aquilani a lasciare il proprio territorio e a trasferirsi soprattutto in altre città della regione, che però non godono di una situazione tanto migliore - afferma don Marco - La grande perdita di aziende e soprattutto di locali commerciali, di bar, aveva portato molti a lasciare L'Aquila, la cui economia è a terra, anche perché le aziende che hanno ricostruito L'Aquila sono venute anche da fuori regione, portandosi dietro la manovalanza: si è fatta fatica, per le famiglie aquilane, a ricollocarsi sul territorio e anche ad essere autosufficienti". La vicenda delle tangenti, poi, "non ha fatto altro che esasperare gli animi in questo momento - conferma il delegato Caritas per l'Abruzzo - La gente comune la vede come un oltraggio: in questo momento in cui bisognerebbe lavorare tutti insieme alla ricerca del bene comune, ci ritroviamo di nuovo a constatare che c'è la paura o semplicemente il dubbio che ci sia gente che pensa soltanto ai propri interessi. E' qualcosa che fa sicuramente sempre più scoraggiare la gente, che sta perdendo la speranza".




