Milano, 13 gen. (Adnkronos Salute) - "La Regione Lombardia è sempre stata fedele ai suoi principi di sviluppo. In coerenza con questi principi e con l'appropriatezza delle procedure ha promosso dei progetti e delle attività. In pratica si è assunta il rischio d'impresa. Non sempre i risultati sono positivi". Sono le dichiarazioni dell'ex assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani. Interpellato dall'Adnkronos Salute sul caso Stamina, Bresciani che ricopriva l'incarico quando a Brescia approdava il metodo Stamina nel 2011, spiega che "oggi sono emersi dei dubbi. Una commissione ministeriale di esperti si è espressa in questo senso. Arrivati a questo punto, l'unica via che vedo è quella di una commissione ministeriale che sia nominata per un terzo dal ministero, per un terzo dal popolo che ha una sua posizione (pazienti e famiglie che chiedono risposte) e per un terzo questo organismo dovrebbe essere composto da una parte indipendente, una terza posizione che non sia in conflitto di interesse a livello ministeriale né a livello popolare. Si dovrebbe procedere così per non buttare via né soldi né speranze. Si dovrebbe agire in una logica di progresso, dopo una valutazione della parte tecnica che dà i principi di appropriatezza, evitando qualunque interesse di altro genere. E tenendo conto che vanno promossi i risultati provati e aboliti i risultati falsi che danno false speranze". Altri dipendenti che allora lavoravano nel settore sanità in Regione spiegano di non aver mai sentito una parola su Stamina, né di aver mai assistito ad appuntamenti che riguardassero questa vicenda. Fino al 2012 quando poi arrivò l'ordinanza dell'Aifa che diede lo stop al laboratorio della struttura lombarda. C'è chi dice: "E' stata una questione gestita a livello di organismi tecnici, all'interno della direzione generale sanità". (segue)




