Napoli, 14 gen. - (Adnkronos) - Un altro appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri dalla figlia di un altro detenuto malato recluso a Poggioreale. Angelo Rosciano, sessantenne di Polla, diabetico e con gravi problemi di salute, con un arto amputato, sulla sedia a rotelle e semicieco, è stato oggetto di un provvedimento di revoca degli arresti domiciliari a seguito di una decisione del Tribunale di Sorveglianza di Potenza. In una missiva scritta il 20 dicembre 2013, la figlia, Carmela Rosciano, denuncia "la drammatica situazione" di suo padre, detenuto presso il padiglione San Paolo, lo stesso in cui si trova Vincenzo Di Sarno. "A causa di una sentenza per ricettazione scaturita da un processo il cui inizio risale a ben 15 anni fa - spiega - nel lungo periodo a nostra insaputa senza difesa, nell'aprile del 2012 mio padre viene arrestato. La tragica vicenda lo ritrova all'età di 60 anni in una drammatica situazione di salute". "Le sue precarie condizioni di salute - sottolinea in uno dei passaggi della lettera - non gli permettono la detenzione nella casa circondariale di Sala Consilina suo paese di origine e ne derivano il trasferimento al carcere di Poggioreale fornito di un'area clinica la cui precarietà è aggravata dal penoso problema del sovraffollamento che attribuisce al detto carcere il triste primato europeo di più affollato d'Europa". Nella lettera, Carmela Rosciano si rivolge a Napolitano e al ministro Cancellieri "per chiedere come sia possibile tale ingiustizia. Mio padre, accusato di un reato comune che non genera nessun allarme sociale, invalido al 100 per cento, diabetico, arteriopatico senza violare nessun obbligo nel trascorso di un anno di domiciliare ha tutto il diritto come vige nel nostro ordinamento alla pena alternativa drasticamente e inspiegabilmente negata". (segue)




