Roma, 14 gen. - (Adnkronos) - Un progetto per la realizzazione di uno stadio da 7.500 posti, dotato di parcheggi e altre "strutture utili", da realizzare nella zona di protezione "C" del Parco Nazionale del Cilento. Il progetto sarebbe previsto nel Piano Urbanistico del Comune di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. "E' stata fatta la riunione di valutazione e da quanto ci risulta il Parco non ha eccepito su questa previsione in zona C. Abbiamo sollevato la questione e chiesto al parco chiarimenti che ancora non ci sono stati forniti", dichiara all'Adnkronos Domenico Nicoletti del Forum Salviamo il Paesaggio e direttore del Parco Nazionale del Cilento dal 1997 al 2012. Il progetto, fa sapere il Forum Salviamo il Paesaggio, riguarderebbe uno stadio comprensoriale per "7.500 spettatori, dotato dei parcheggi opportunamente dimensionati. Inoltre l'area potrà contenere, attrezzature, servizi e quanto necessario a rendere la struttura utilizzabile e fruibile per periodi più lunghi e fasce temporali diversificate". Per Nicoletti, "l'approvazione della legge di stabilità crea una condizione di facilitazione per questo tipo di interventi dichiarandoli opere pubbliche e quindi con corsia preferenziale dal punto di vista autorizzativo. Ci attrezziamo a presentare le nostre osservazioni al piano urbanistico ed eventuali ricorsi al ministero dell'Ambiente, in quanto autorità vigilante sui parchi". Butta acqua sul fuoco Angelo De Vita, direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che parla di "polemiche inutili" e all'Adnkronos sottolinea che non c'è "niente di ufficiale". Il Comune di Vallo della Lucania, spiega De Vita, "sta predisponendo il suo Puc e nello strumento urbanistico, che io ancora non ho ricevuto, è stato prevista in prospettiva la realizzazione di un impianto sportivo". Che questo impianto sia previsto in zona di protezione C "mi risulta per sentito dire", aggiunge De Vita che assicura: "se oggi dovesse arrivare un progetto di stadio in zona C, lo boccerei. Almeno che non venga dimostrata che la zona C in oggetto sia degradata o senza valenza ambientale". Sembrano essere più informati gli ambientalisti che individuano anche l'area interessata dal progetto. Per Nicoletti "l'area di riferimento interessata dal progetto riguarda un uliveto intensivo tuttora produttivo e coltivato ad alta valenza paesaggistico-ambientale". Anche secondo il presidente del Wwf Campania, Piernazario Antelmi, "l'intenzione di realizzare lo stadio c'è, almeno sulla carta". E anche se "in merito alla costruzione dello stadio non si sa molto, è certo però che si tratta di un'opera in programma per la quale sicuramente non si capiscono né la scelta del luogo né la necessità di realizzare un'opera che rischierebbe di diventare una cattedrale nel deserto". L'ennesima costruzione di uno stadio non stupirebbe, comunque, in un Cilento "disseminato di impianti inutili - continua il presidente di Wwf Campania - qui, tutti i piccoli comuni al di sotto dei 5mila abitanti, con pochi giovani e un'età media molto alta, hanno almeno uno stadio, anche in assenza di una scuola calcio. Agropoli ha tre campi da calcio comunali, di diverse dimensioni". Ma la questione stadio non sarebbe, secondo Antelmi, l'unico problema del parco del Cilento minacciato da progetti per complessi turistici a Trentova, "area ad alta valenza ambientale in cui le cicogne ogni anno vengono a nidificare, e si parla anche di mettere dei cannoni per la neve artificiale sul Cervati, alimentati da enormi vasche per la raccolta dell'acqua piovana". Senza contare i progetti già realizzati e inutili "come il centro avvistamento avifauna del comune di Centola, realizzato e mai entrato in funzione". Per il Forum Salviamo il Paesaggio, "più che un Parco Nazionale, il Parco del Cilento Vallo di Diano ed Alburni sta diventando un parco giochi, dalle piste da sci sul Cervati in zona di massima tutela agli Stadi di calcio con annessi e connessi in zona di protezione del Parco, dagli insediamenti eco turistici a Trentova, alle traversate estreme del progetto 'Cilento no limits' finanziato dalla Regione Campania per oltre 300 mila euro".




