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Carceri: cappellano di Poggioreale, chi e' malato di cancro ha bisogno della famiglia

domenica 19 gennaio 2014
Carceri: cappellano di Poggioreale, chi e' malato di cancro ha bisogno della famiglia

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Roma, 15 gen. (Adnkronos) - "Il bisogno di un detenuto che ha avuto il cancro, che ha i postumi di questa malattia, che sta perdendo peso, è soprattutto l'affetto della famiglia". Lo sottolinea il cappellanno di Poggioreale, don Franco Esposito, dopo l'appello al Capo dello Stato rivolto da Vincenzo Di Sarno, detenuto malato di cancro nel penitenziario di Napoli. "Purtroppo non è l'unica situazione" , afferma il cappellano alla Radio Vaticana-. Diciamo che questa è quella più appariscente, ed è una situazione che noi stiamo seguendo da anni. Lui è stato spostato - dopo la lettera scritta a Napolitano, dopo che ci siamo interessati - dal padiglione dove si trovava al centro clinico, centro che, in realtà, è formato da ulteriori celle dove comunque i detenuti sono rinchiusi per 22 ore al giorno. Lui esce solamente per fare delle terapie che non sono quelle di cui in realtà avrebbe bisogno". "La dignità dell'uomo in queste situazioni va veramente a farsi friggere - denuncia il sacerdote -. Diciamo che Poggioreale a volte diventa il simbolo, ma non è l'unico. In un carcere dove non ci sono spazi e dove manca il personale, se la direzione o l'amministrazione vogliono fare qualcosa non ci riescono. Allora le poche attività che si fanno per quel cinque percento delle persone rinchiuse, come i laboratori - sono 1800 i detenuti che attualmente sono a Poggioreale - diventano poi in un certo senso un alibi per continuare a dire che in carcere si fanno delle attività. In realtà il carcere è l'istituzione più illegale che possa esistere in una democrazia, nella nostra società".