Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - La regista e autrice palermitana Emma Dante rinnova la sua collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli per il debutto del suo nuovo spettacolo 'Le sorelle Macaluso', in prima assoluta al Teatro Mercadante dal 22 al 26 gennaio e a Roma per Fondazione Romaeuropa dal 29 gennaio al 9 febbraio presso il Teatro Palladium. Una produzione di respiro internazionale realizzata per il progetto europeo 'Città in scena / Cities on stage' dal Teatro Stabile di Napoli, Théâtre National (Bruxelles), Festival d'Avignon, Folkteatern (Göteborg), in collaborazione con 'Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale'. Eccentrica, radicale, provocatoria, la regista e drammaturga siciliana continua a far abitare il suo teatro da personaggi nostrani, così caratteristici e al contempo universali nel loro essere sintesi e simbolo dei rapporti sociali della vita contemporanea, della vecchiaia, della morte. Una citazione da L'étranger di Albert Сamus ("Aujourd'hui, maman est morte. Ou peut-être hier, je ne sais pas") introduce le note dello spettacolo la cui origine, come racconta Emma Dante, è da ricercarsi ad un episodio realmente accaduto: "Tutto si ispira -racconta- al piccolo racconto che mi fece una volta un amico. Sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando. La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: 'in definitiva io sugnu viva o morta?' La figlia rispose: 'viva! Sei viva mamma!' E la madre beffarda rispose: 'see viva! Avi ca sugnu morta e 'un mi dicìti niente p'un fàrimi scantàri. (sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi)". Gina, Cetty, Maria, Katia, Lia, Pinuccia e la defunta Antonella sono sette sorelle. Durante il funerale dell'ultima le donne si fermano a ricordare e ad evocare la loro storia. Una strisciata di scotch sul pavimento segna il confine tra qua e là, tra ora e mai più, tra è e fu, tra vita e morte. Mentre su questa linea le protagoniste combattono con le loro stesse esistenze, alla maniera dei pupi siciliani con spade e scudi in mano, diviene sempre più labile il confine tra i vivi e i morti. Tutti vivono un lutto eterno. Colte in una continua ambiguità, Le sorelle Macaluso appaiono come uno stormo di corvi sospeso tra cielo e terra che partecipa al proprio funerale e a quello degli altri.




