Terni, 16 gen. (Adnkronos) - Tutti prosciolti perché il fatto non sussiste i dieci imputati per omicidio colposo e lesioni gravi in relazione alle morti di quattro lavoratori dell'ex inceneritore Asm di Terni. A deciderlo stamattina è stato il gup Pierluigi Panariello, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio del pm Elisabetta Massini e dai legali dei famigliari delle vittime. Nel corso degli anni, quattro lavoratori dell'ex inceneritore Asm di Maratta - finito sotto sequestro nel gennaio del 2008 - sono stati colpiti da gravi patologie tumorali. Due di loro sono deceduti fra il 2008 e il 2011. Le indagini condotte dal sostituto procuratore Elisabetta Massini avevano coinvolto dieci persone fra dirigenti ed 'ex' dell'Asm. Per l'accusa era mancata qualsiasi cautela di base in un ambiente di lavoro fortemente a rischio, caratterizzato da una continua esposizione a sostanze cancerogene. La perizia disposta però ha escluso un collegamento tra quelle morti e le condizioni di lavoro. Il gup Panariello ha emesso sentenza di 'non luogo a procedere perché il fatto non sussiste' nei confronti dell'ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli, gli ex presidenti Asm Giacomo Porrazzini, Stefano Tirinzi e Piero Sechi, l'ex direttore generale Moreno Onori, gli ex memebri del cda Asm Paolo Olivieri e Raffaele Iannotti, l'ingegnere Giovanni Di Fabrizio e il consulente Aldo Di Raimo Marrocchi.




