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La lettera di Fede a Berlusconi: "Ecco chi non devi rottamare"

L'ex direttore del Tg4 avrebbe mandato una lettera al Cavaliere: "L'unico uomo nuovo di Forza Italia sei tu Silvio. Ricordati di chi ha fatto la storia con te..."
di Ignazio Stagnodomenica 19 gennaio 2014
La lettera di Fede a Berlusconi: "Ecco chi non devi rottamare"

2' di lettura

Emilio Fede bussa ancora alla porta di Berlusconi. L'ex direttore del Tg4 è stato da sempre uno degli uomini più vicini a Silvio adesso dopo aver perso la sua scrivania a Segrate prova a fare da consigliere politico del Cav. Dopo gli annunci e le smentite su una probabile incarico da coordinatore unico di Giovanni Toti in Forza Italia, Fede, secondo alcune indiscrezioni raccontate da Alberto Dandolo su Dagospia, avrebbe mandato una lettera al Cav. "Il rinnovamento sei tu" - Una missiva in cui Fede di fatto prova a dare qualche consiglio al Cavaliere per la nuova Forza Italia: "Caro Presidente, il
 consiglio che io, amico sincero da 27 anni, vorrei darti è che il 
rinnovamento sei sempre e soltanto tu. Accanto a te quelli che non
potranno mai essere rottamati. Quelli che hanno contribuito, con amore
e sacrifici al successo di Forza Italia. Ben vengano i giovani, i
volti nuovi. Ma dovranno sempre essere condotti per mano da chi ne sa
più di loro. Può essere banale ricordare che il successore di Silvio 
Berlusconi è soltanto Silvio Berlusconi. Ciò non toglie che saprà
scegliere quello - quelli - che potranno diffondere il tuo "credo" che
è umano e politico". Poi Fede parla anche dei volti nuovi, come quello di Toti, che il Cav vuole lanciare nel partito: "I "bravi figlioli" non devono scalpitare. Io ho
imparato a campare aiutando i miei genitori quando avevo 14 anni:
vendevo il pane e lavoravo negli orti della mia Sicilia per guadagnare
qualcosa. Che palle sentire e leggere i manifesti di chi ora vuole
insegnarci a vivere. Ti saluto cordialmente". La lista dei fedelissimi -  Infine Fede fa una lista di nomi, di "fedelissimi" di cui Silvio non deve privarsi ne ora ne mai: "Leggo che sarebbero scesi "da cavallo" personaggi come Paolo
Bonaiuti. Non ci credo. Non sarebbe da te. Ha percorso con te migliaia
e migliaia di chilometri con umiltà. Bonaiuti è nella storia, come
 Sandro Bondi, come Verdini, come Marcello Dell'Utri, come Fedele
Confalonieri. Chi pensa di cancellarli compie un atto di arroganza.
Anche io non ho il cavallo, ma conosco la fatica di spingere il mulo. Per sempre tuo Emilio".