Napoli, 17 gen. - (Adnkronos) - "Nel 1816 il San Carlo fu distrutto da un incendio. Oggi, a duecento anni di distanza, si sta tentando di incendiarlo di nuovo". E' lo sfogo di uno dei lavoratori del Teatro San Carlo di Napoli, intervenuto nel corso della seduta della Commissione Cultura del Consiglio comunale alla quale hanno partecipato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, presidente della Fondazione San Carlo, e rappresentanti delle maestranze del teatro. Contrari al commissariamento e all'adesione alla legge 'Valore cultura', "che avrebbe determinato il taglio degli stipendi e dell'organico", i lavoratori hanno ricordato che "il bilancio dell'ente è in pareggio da quattro anni". "La Fondazione ha crediti per 29,5 milioni di euro - ha dichiarato Paolo Marzolo, del coro del teatro - e i nostri maggiori creditori sono la Regione Campania e la Fondazione Campania dei Festival. Se l'amministrazione non riesce a recuperare neanche la metà dei crediti che vanta, ovvio che poi si finisca per chiedere l'elemosina al Ministero". "Questi signori ci stanno esasperando - ha agguinto - noi il nostro lavoro negli ultimi anni fatto lo abbiamo fatto alla grande. Il Teatro va in giro per il mondo a raccogliere consensi. Questa città e questa regione meritano questo, non possiamo andare in giro per il mondo solo con la 'Terra dei fuochi'".




