Roma, 17 gen. - (Adnkronos) - Ha conquistato il grande schermo, ispirando scene di film indimenticabili, un po' per quell'alone di mistero che lo caratterizza un po' per le dimensioni ridotte che costringono anche gli estranei a un'intima prossimità. Ora l'ascensore debutta a teatro, questa volta come metafora della mobilità sostenibile, nello spettacolo "Elogio dell'ascensore" di Jacopo Neri tratto dal libro "No Bici" di Alberto Fiorillo, in scena a Roma al Nuovo Cinema Palazzo il 24 gennaio. Qui l'ascensore è protagonista di un divertente monologo, che ne esalta le virtù ma punta soprattutto a far riflettere, intervallato da dialoghi che portano in scena in maniera paradossale le situazioni tipo di un incontro in ascensore. "L'ascensore è un mezzo di trasporto sincero, ma sottovalutato: non si spaccia per quello che non è, non promette di andare da 0 a 100 in 4 secondi netti, non invade le corsie preferenziali, non parcheggia in doppia fila, trasporta tutti alla stessa velocità indipendentemente da chi sale a bordo. E' il mezzo di trasporto più democratico che ci sia e anche una metafora della mobilità contemporanea - spiega all'Adnkronos Alberto Fiorillo - se riuscissimo a ricondurre la mobilità alla sua vera essenza, che è quella di spostare persone da una parte all'altra, e iniziassimo a ragionare in termini di 'movimento in ascensore' riusciremmo ad avere una mobilità nuova più attenta alle esigenze della popolazione con meno auto e più persone che si spostano a piedi e in bicicletta". In scena, a dare vita all'Elogio scritto da Fiorillo, Jacopo Neri, già regista e autore di 'Promessi sposi 2012', 'Il pubblico seduto' e 'I condannati', accompagnato nei dialoghi da Laura Monti e Giuseppe Amelio.(segue)




