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Carceri: Sappe, detenuto algerino si cuce la bocca per protesta a Marassi

domenica 19 gennaio 2014
Carceri: Sappe, detenuto algerino si cuce la bocca per protesta a Marassi

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Roma, 18 gen. (Adnkronos) - "Drammatico gesto autolesionistico quello compiuto l'altro ieri da un detenuto algerino nel carcere di Genova Marassi. L'uomo, con una condanna a 30 anni per omicidio, era arrivato a Marassi da qualche giorno, proveniente dal carcere di Sanremo: si è cucito la bocca per protestare contro il trasferimento con ago e filo di fortuna e solo il pronto intervento dell'Agente di Polizia Penitenziaria di servizio, che ha avvisato tempestivamente infermieri e Preposto di sorveglianza di turno, ha scongiurato peggiori conseguenze". Ne dà notizia Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Il rappresentante del sindacato dei Baschi Azzurri della Penitenziaria torna a sottolineare come "pur essendo il trasferimento del detenuto avvenuto secondo le ordinarie e periodiche procedure di sfollamento delle strutture penitenziarie, è inevitabile che ciò possa essere vissuto male dal diretto interessato. A nostro avviso bisogna potenziare le procedure legislative e diplomatiche per fare in modo che gli stranieri detenuti e condannati in Italia scontino la pena nelle carceri dei Paesi di provenienza, cosa che oggi avviene per numeri davvero minimi: a livello nazionale sono stati infatti solamente 920 i detenuti stranieri espulsi dall'Italia nell'anno 2012 a titolo di misura alternativa alla detenzione. E 896 erano stati nel 2011". "La tensione in una struttura sovraffollata come quella genovese di Marassi (con circa il 63% dei presenti che sono stranieri) è purtroppo all'ordine del giorno e determina eventi critici come i tentati suicidi, le risse, le colluttazioni e gli atti di autolesionismo: tutti episodi che determinano stress e pericolo costante per chi nelle sezioni detentive deve lavorare ogni giorno, rappresentando lo Stato, come i nostri Agenti di Polizia Penitenziaria, eroici a gestire i molti eventi critici con senso del dovere, abnegazione e professionalità nonostante a Marassi siano più di cento in meno rispetto all'organico previsto". (segue)