Roma, 19 gen. - (Adnkronos) - Duemila opere, 1.100 artisti e 172 gallerie. Venerdì prossimo apre a Bologna la 38esima edizione di Arte Fiera. E, come spiega all'Adnkronos uno dei due direttori artistici della manifestazione, Claudio Spadoni, sarà un ritorno in una veste rinnovata: "Insieme all'altro direttore artistico, Giorgio Verzotti, abbiamo cercato di dare alla fiera un'impostazione più curatoriale rispetto agli anni passati, operando trasformazioni significative. Senza negare le prerogative commerciali di un evento del genere, abbiamo però cercato di inserire espositori e artisti in un progetto complessivo, indicando ai visitatori scansioni e percorsi. L'obiettivo -prosegue Spadoni- è rafforzare l'identità di Arte Fiera, confermandone il primato italiano, per quanto riguarda l'arte moderna e contemporanea". Per comporre l'offerta di Arte Fiera, Spadoni e Verzotti hanno lavorato su due fronti: da una parte, hanno invitato galleristi ed espositori (per lo più provenienti dall'Italia e dall'Europa, ma anche da Stati Uniti, Cina e Corea) che "rappresentano -sostiene Spadoni- l'eccellenza di questo settore"; dall'altra, hanno operato una valutazione e una selezione sulle candidature spontanee pervenute alla Fiera: "Abbiamo chiesto a tutti di concordare con noi un progetto espositivo -aggiunge- così da dare coerenza alla proposta che presenteremo ai visitatori". Sono diverse le novità frutto di queste scelte: innanzitutto, una sezione dedicata all'Ottocento, soprattutto a quegli artisti italiani fino a poco tempo fa ignorati dalla critica e ora oggetto di rivalutazione. "Penso per esempio -nota Spadoni- a De Nittis, Zandomeneghi e Boldini". Ci sarà poi un focus sull'est Europa, con la presenza di diversi galleristi provenienti da quell'area geografica, infine una sezione dedicata alla fotografia."La fiera è costituita tradizionalmente da due settori, il moderno e il contemporaneo -prosegue Spadoni- Intendere come moderno solo la prima parte del Novecento ci sembrava riduttivo e improprio. Per questa ragione abbiamo voluto includere quanto meno opere del secondo Ottocento. In tal senso, assecondiamo anche una tendenza che si sta affermando nelle fiere internazionali, dove sempre più si vede una compresenza di opere antiche e contemporanee".




