Roma, 3 gen. - (Adnkronos) - Dopo aver adottato un bimbo di due anni nato nella Repubblica Democratica del Congo, hanno aderito con slancio all'appello lanciato dall'Associazione amici dei Bambini (Ai.Bi.) a favore dei minori stranieri non accompagnati, arrivati in Italia. E da qualche giorno ospitano Haamid, un ragazzo somalo. Per questo, secondo Ai.Bi., Antonino e Caterina Vinci, la coppia di Messina, merita il titolo di "famiglia più accogliente del 2013". "Dopo la tragedia di Lampedusa - racconta Antonino - abbiamo sentito la necessità di impegnarci in prima persona. E senza troppo riflettere abbiamo dato la nostra disponibilità a Dinah Caminiti, responsabile Ai.Bi. in Sicilia. Ma non avevamo bene in mente in cosa potesse tradursi il nostro impegno". Quando è partito il progetto di affido dei Minori non accompagnati - ricorda Ai.Bi. - grazie all'accordo con il Comune di Lampedusa e Messina, i signori Vinci- 34 anni lui, 30 lei- hanno chiesto di accogliere un bambino che non avesse più di otto anni. Quando ci ripensa, Antonino sorride: "Con il trascorrere dei giorni, ci siamo resi conto che quel paletto non aveva senso. E così ci siamo semplicemente fidati dell'associazione e abbiamo aperto le porte ad Haamid, 17 anni e una storia difficile alle spalle". Antonino quasi si commuove quando rievoca le vicissitudini di un ragazzo che - scherza- "Ci ha fatto invecchiare di colpo, visto che ci chiama mamma e papà. Ma va bene così". Antonino e Haamid passano ore davanti al pc per dialogare attraverso "Google traslator": il ragazzo parla un po' di inglese, ma non sa scriverlo. E così per capirsi spesso fanno ricorso alla tecnologia, anche se il sorriso e gli abbracci sono linguaggi universali. (segue)




