Città del Vaticano, 5 gen. - (Adnkronos) - "Ci ha spiazzato: mi ha telefonato appena tre giorni fa e quindi abbiamo dovuto organizzare tutto in pochissimo tempo". E' quanto confessa a Radio Vaticana don Dario Pompeo Criscuoli, parroco della chiesa di Sant'Alfonso de' Liguori, nel quartiere romano della Giustiniana, estrema periferia nord della capitale, dove papa Francesco si recherà domani - nella solennità dell'Epifania - per una visita, annunciata come "strettamente privata", al presepe vivente allestito dai parrocchiani. Racconta don Dario: "L'occasione per invitare il Papa è stata proprio quella del presepe vivente, attraverso il quale stiamo coinvolgendo in parrocchia tante persone che hanno lavorato qui, ma anche tanti altri che si sono avvicinati grazie a questo coinvolgimento che li ha resi protagonisti. Devo dire che hanno risposto in maniera eccellente all'invito e si sono impegnati, soprattutto gli artigiani della parrocchia e un bravissimo architetto. Tanti falegnami, fabbri e poi giovani, bambini, ognuno ha avuto il suo ruolo". Saranno infatti oltre 200 i figuranti. "Ci stiamo preparando con una celebrazione dell'Eucarestia assieme al vescovo del settore e con un momento di preghiera e adorazione, con canti, con letture, ricordando soprattutto gli scritti del Santo Padre -anticipa il parroco romano - Da questa visita, ci aspettiamo sicuramente un fermento della parrocchia; ma soprattutto, come ho detto al Papa telefonicamente, vogliamo essere confermati nella fede. Oggi, infatti, si dà per scontata la fede, ma la fede ha bisogno di un'iniziazione cristiana, ha bisogno di un cammino, ha bisogno di crescere. E si cresce nella fede all'interno di una comunità viva".




