Cagliari, 27 apr. - (Adnkronos) - Cagliari è pronta per la 358esima edizione della Festa di Sant'Efisio, un intenso momento di devozione, fede, cultura e tradizioni centenarie che si fondono in una processione che non ha eguali al mondo. I quaranta chilometri di processione partono dall'omonima chiesetta di Stampace nella quale è custodito il simulacro del Santo, che la mattina dell'1 maggio a mezzogiorno uscirà dalla chiesa per attraversare la città, addobbata a festa, e tra due ali di folla sfilerà di fronte al municipio per proseguire verso il luogo del martirio di Efisio, decapitato nella spiaggia di Nora, in comune di Pula, nel 303 per non aver rinnegato la fede cristiana. Efisio era stato mandato in Sardegna dall'imperatore Diocleziono a capo di una guarnigione dell'esercito dell'imperatore, per reprimere le comunità dei cristiani presenti nell'isola. Ma, durante un trasferimento, ebbe una visione e da persecutore divenne il più fervente seguace di Cristo. Chiamato a rinnegare la fede cristiana, rifiutò e fu condannato a morte. Rinchiuso in un carcere della città (nella cripta dove oggi sorge la chiesa a lui intitolata) venne trasferito in segreto sul litorale di Cagliari per evitare che la gente potesse opporsi alla sentenza. Sulla spiaggia di Nora fu decapitato da un soldato romano. Le origini della festa risalgono al 1652. La Sardegna era decimata da una terribile pestilenza, dovunque c'era morte e disperazione. La gente, impotente, si rivolse ad un santo martire, Efisio e la città fu liberata dalla peste. La municipalità, facendosi interprete dei sentimenti della popolazione scampata al contagio, fece un voto solenne al suo santo: se Sant'Efisio, con la sua potente intercessione, avesse fatto cessare la peste, i cagliaritani, ogni anno e per sempre in avvenire, avrebbero portato solennemente in processione il suo simulacro dalla chiesetta di Stampace fino a quella di Nora. (segue)




