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Immigrati: Migrantes, nel Nordest nessun rientro di massa a causa della crisi (4)

domenica 12 gennaio 2014
Immigrati: Migrantes, nel Nordest nessun rientro di massa a causa della crisi (4)

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(Adnkronos) - "La perdita del lavoro genera soprattutto nei migranti una condizione di instabilità: chi era giunto in questo territorio attratto dalla possibilità di un'occupazione stabile e remunerativa rispetto al paese d'origine, si ritrova frustrato nelle sue motivazioni ed aspettative. Non soltanto, se vi è stato anche un trasferimento familiare, ed investimenti legati alla casa (di solito con l'accensione di un mutuo) e alla famiglia (soprattutto per i figli), la situazione di disoccupazione da' origine ad un grave disagio. I cittadini non comunitari, inoltre, vedono complicarsi il mantenimento di una presenza regolare: se non sono in possesso di permesso Ce, ovvero di lungo periodo (ex carta di soggiorno), la loro la regolare residenza in Italia è fortemente dipendente dal mantenimento di un'occupazione continuativa", spiega don Elia Ferro, coordinatore triveneto della Commissione Migrantes, e gli altri direttori Migrantes delle diocesi trivenete. "Quali dinamiche possiamo ipotizzare, a partire da questo insieme di considerazioni? Non sembra, lo ripeto, ci si trovi finora in presenza di un rientro generalizzato. Se da un lato non possiamo oggi affidarci ai dati demografici per trovare conferme su questo aspetto, tuttavia vi sono altre fonti che possono aiutarci a comporre un quadro un po' più completo e verosimile - sottolinea don Elia Ferro - Una di queste è la presenza a scuola di alunni con cittadinanza non italiana. Il rientro stabile delle famiglie di migranti dovrebbe infatti riflettersi in maniera abbastanza diretta sulla presenza dei figli a scuola". Nell'insieme del Triveneto e per l'anno scolastico 2012/2013, gli alunni con cittadinanza non italiana dalle scuole dell'infanzia alla secondaria di secondo grado sono stati 127.729 (ai quasi 92.000 del Veneto vanno aggiunti i 18.500 del Trentino A.A. e i 17.300 del Friuli V.G.). Sono aumentati sia rispetto all'a.s. 2008/2009 sia relativamente all'anno colastico precedente. Certo, in misura rallentata, passando da una crescita media del dal 4,6% tra 2011/2012 e 2010/2011 ad un più modesto 2,6% tra 2013 e 2012. Tuttavia non sono calati. Per una disamina più completa, andrebbero indagate le cifre degli eventuali abbandoni scolastici: una rilevazione compiuta nel 2010 rispetto alla provincia di Treviso non aveva tuttavia fornito risultati significativi. Questo dato sembra quindi non indicare un rientro massiccio delle famiglie. Si segnalano piuttosto casi di "vacanze prolungate", in cui si approfitta di un rientro estivo al paese d'origine più lungo rispetto alla vacanza scolastica, in cui i ragazzi perdono "solamente" la fine dell'a.s. precedente e l'inizio del seguente. (segue)