(Adnkronos) - Per Coldiretti si tratta "di reazioni frutto di un'esasperazione e di una rabbia prolungata che alzano l'asticella e l'attenzione su quella che è un'emergenza su cui non si può più perdere altro tempo". "Confiniamo il lupo all'interno dei parchi e delle aree protette presenti nella nostra regione. Le aree off-limits sono il luogo adatto per tutelare e preservare la biodiversità, e così anche il lupo", propone Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana che precisa: "Potrebbe essere una soluzione logica ed efficace per rimettere in equilibrio un sistema di convivenze che oggi è impossibile e rappresenta un pericolo sia per le attività agricole, sia per la comunità. La situazione sta sfuggendo di mano; la tensione è altissima non solo in Maremma. In tutta la regione i danni dei lupi e degli ungulati sono diventati una tassa che l'agricoltura non è più in grado, e non vuole, pagare. Una tassa che ricade anche sulla comunità". Il confinamento all'interno di aree protette faciliterebbe il controllo ed il monitoraggio degli esemplari di lupo puri che rischiano, nel lungo periodo, di diventare una razza in via di estinzione. "Molti degli esemplari in circolazione sono incroci di lupi e cani - spiega ancora Marcelli - L'aumento della popolazione di ibridi è un rischio non calcolato ed assolutamente da non sottovalutare". Agli animali uccisi si aggiungono - precisa Coldiretti - i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti". (segue)




