(Adnkronos) - "Ciò - prosegue Sersale - fa ben sperare per i payrolls di venerdi, ma normalmente la relazione tra i due è tutt'altro che perfetta, e non è ancora chiaro se il il mal tempo ha imposto un dazio al dato del mese scorso (quello di gennaio sicuramente ne verrà impattato). La reazione indifferente dei mercati a queste 'good news' è presumibilmente dovuta all'incombere della pubblicazione delle minute Fed stasera alle 20 ora italiana. Trattandosi di quelle relative al Fomc di dicembre, in occasione del quale è stato dato inizio al 'tapering', la loro lettura potrebbe offrire ulteriori spunti per prevedere modalità e tempi del ritiro dello stimolo e contestuale sviluppo della guidance sui tassi". "Poichè in numerose occasioni nel 2013 - continua lo strategist - le minute hanno rivelato toni più duri rispetto ai relativi Fomc, il mercato vi guarda con qualche nervosismo. Per contro, i mercati sembrano guardare con qualche speranza al meeting Bce di domani. A dicembre, Draghi aveva inteso ridimensionare le attese del mercato, chiarendo che le condizioni per il varo di nuove misure non erano presenti. Su questa base sembra difficile giustificare un azione appena un mese dopo, oltretutto a fronte di uno scenario macro in lieve ma materiale progresso". "Detto questo - conclude Sersale - il dato Cpi core flash (indice dei prezzi al consumo, ndr) di dicembre di ieri, nuovamente sotto attese e ai minimi storici, sembra suggerire agli investitori che il Presidente del governing council Bce potrebbe utilizzare un tono più accomodante rispetto allo scorso meeting e buttare un osso al mercato, sotto forma di indizio di un azione ai prossimi meeting se la tendenza dei prezzi non si inverte. Almeno questo è quello che sembra indicare l'euro sotto 1,36 in barba alla domanda esorbitante di asset periferici degli ultimi giorni".




