Roma, 9 gen. - (Adnkronos) - "La grandezza di Manlio Cerroni sta in questo: costruire l'emergenza e, contemporaneamente, programmare la via d'uscita presentando se stesso come unica alternativa: problema e soluzione al tempo stesso, egli continua ad imperare grazie all'inerzia colpevole e connivente delle amministrazioni coinvolte". E' quanto scrive nell'ordinanza il gip presso il tribunale di Roma Massimo Battistini nell'ordinanza che ha portato all'arresto di sette persone tra le quali Manlio Cerroni. "In questo scenario, un ruolo di primo piano - scrive il gip - spettava ai deceduti Di Carlo e Spagnoli, uomini fidatissimi del Cerroni, posti in posizione chiave, l'uno in Regione, l'altro presso la struttura commissariale, di cui hanno potuto guidare la fase esiziale a piacimento, costruendo il successivo percorso e le successive fortune, del Gruppo imprenditoriale dell'anziano avvocato. Oggi, deceduti i due, grazie ai nuovi arrivi (Giovannetti) e ai vecchi amici (Fegatelli, De Filippis). E tutto , sempre, grazie alla emergenza, costruita sapientemente a tavolino tassello dopo tassello". Secondo il gip Manlio Cerroni per decenni, proprio grazie all'emergenza rifiuti, e' stato "non già l'interprete principale, ma il protagonista unico della scena dei rifiuti nel Lazio". "E ciò, si è avuto premura di dimostrare, in spregio alle più elementari regole di buon andamento della pubblica amministrazione e di tutela della concorrenza e del mercato. Come è stato possibile tutto ciò? - scrive il gip - In altre parole sorge l'interrogativo di come, un solo individuo abbia potuto acquisire e conservare una posizione così dominante. La risposta è in una sola parola: emergenza". (segue)




