Roma, 9 gen. - (Adnkronos) - "Nel confermare il pieno rispetto nella magistratura amministrativa e la più ampia fiducia nei successivi gradi di giudizio, ai quali sicuramente ricorreremo, non si possono non sottolineare alcuni aspetti quantomeno singolari che emergono dal dispositivo della sentenza la quale, di fatto, utilizzando in sede giurisdizionale termini politici quale 'ostruzionismo', sospende i diritti delle minoranze e quindi la democrazia, almeno in Aula Giulio Cesare". Lo afferma in una nota l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Infatti i Consiglieri si erano rivolti al Tribunale - continua Alemanno - lamentando il mancato rispetto di una serie di regole procedurali, sancite dai Regolamenti e dallo Statuto e fatte valere in altre sedi, per le quali, dopo aver garantito all'opposizione il sacrosanto diritto di non condividere, legittimamente una maggioranza ha la meglio sulla minoranza. Il Tribunale risponde dicendo che, per la natura programmatoria della delibera sul Bilancio, quelle regole possono non essere rispettate, dichiarando testualmente 'legittima la procedura seguita dal Presidente dell'Assemblea per superare l'ostruzionismo dei Consiglieri dell'opposizione'". "Noi siamo per affermare che le Regole per la formazione delle Delibere, almeno in Aula Giulio Cesare, o valgono sempre o non valgono mai, - prosegue l'ex sindaco - a maggior ragione quando si tratta di un atto programmatorio di fondamentale importanza, quale quello del Bilancio, in ragione del quale oggi l'Amministrazione capitolina impegna i soldi dei Cittadini romani. In questa direzione, infatti, si era espresso il Consiglio di Stato nella famosa sentenza 'Acea' del Luglio 2012. Confidiamo quindi che il Consiglio di Stato, supremo organo di legittimità, possa porre rimedio a questo principio negato che, lo ricordiamo, consente oggi al Sindaco Marino ed alla Sua Giunta, di compiere atti che, in un qualsiasi successivo grado di giudizio, - conclude - potrebbero risultare illegittimi 'ab origine', come già comunicato allo stesso Sindaco, con apposita diffida, lo scorso 27 Dicembre".




