Pisa, 9 gen. - (Adnkronos) - "Un'esperienza lungimirante, di una politica anche che non guarda ad interessi piccoli e immediati". Infatti, per fondersi, i sindaci hanno accettato di concludere anzi tempo il loro mandato. "Un esempio di razionalizzazione possibile, che porterà da subito vantaggi ai cittadini: più risorse, migliori servizi e la possibilità di fare investimenti senza dover fare i conti, per tre anni, con il patto di stabilità". Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore regionale alla presidenza e ai rapporti con gli enti locali Vittorio Bugli hanno iniziato oggi un viaggio tra i comuni toscani che hanno deciso di fondersi: sedici amministrazioni dove da primavera ad ottobre dell'anno scorso si sono svolti referendum ed hanno vinto i sì. Lavori in corso - Sulle auto di servizio ci sono ancora i nomi dei vecchi comuni. La toponomastica è in parte da rivedere e, dopo le elezioni di maggio, dovranno essere disegnati i nuovi stemmi e gonfaloni. Ma dal 1 gennaio Lari e Casciana Terme, famosi per le ciliegie, il presepe vivente e le terme e già insieme fino al 1927, e con loro Crespina e Lorenzana, amate dai pittori e per le sagre, son diventati due comuni da quattro che erano: due comuni separati da una manciata di chilometri e parte dell'Unione Valdera, due comuni al posto di quattro per meno di 30 mila abitanti e un territorio di 170 chilometri quadrati. Sostegno nella fase di passaggio - Da questi due nuovi comuni è iniziato oggi il viaggio di Rossi e Bugli: prima tappa al castello di Lari, dove hanno incontrato il commissario Massimo Romeo e i sindaci uscenti Mirko Terreni e Giorgio Vannozzi, quindi in palazzo comunale a Crespina per Crespina Lorenzana, due amministrazioni comunali in questo caso dal colore politico diverso, con il commissario Flavio Ferdani e gli ex primi cittadini Thomas D'Addona e Gianluca Catarzi. (segue)




