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Musica: Maestro Nunzi risponde alla crisi con l'Orchestra Operaia

domenica 12 gennaio 2014
Musica: Maestro Nunzi risponde alla crisi con l'Orchestra Operaia

3' di lettura

Roma, 10 gen. (Adnkronos) - "In Italia siamo in una situazione scandalosa. Veri talenti non hanno chance. Ma se non c'è lavoro, allora lo creiamo noi con repertori musicali nuovi, non commerciali, che offriremo al grande pubblico. senza rete: in sostanza sovvenzioni zero e lo sbigliettamento si divide in parti uguali per tutti". Il Maestro Massimo Nunzi, compositore, arrangiatore, musicologo e trombettista mette sul piatto della crisi questa nuova idea che ha un nome e un cognome: 'Orchestra Operaia' e sarà lui stesso a dirigerla. Quattordici elementi che ogni lunedì sera al barcone del Lian Club, ormeggiato sul Tevere (Lungotevere dei Mellini 7 a Roma) suoneranno prima il repertorio originale targato Nunzi e poi i brani degli artisti ospiti riarrangiati dal team dell'Orchestra assieme allo stesso Nunzi: "Ogni lunedì - spiega il Maestro all'Adnkronos - l'ospite di turno farà il suo salto nel buio, scoprendo in quel momento come abbiamo riarrangiato i suoi brani. E' come se noi gli avessimo rifatto casa - scherza - cambiando colori, disposizioni, arredamento e lui vi entrasse senza saperne nulla. Il primo sarà Niccolò Fabi il 13 gennaio prossimo". "L'Orchestra Operaia - dice il Maestro - nasce con la volontà di creare lavoro con nuove proposte che si spera vengano accolte dal grande pubblico. Molti dei ragazzi che fanno parte di questo progetto studiano ancora al Conservatorio di Santa Cecilia. Accanto a loro ci sono poi i super bravi che aiutano i giovani a diventare bravi in quel famoso passaggio di testimone che non si usa più e che invece è importantissimo". Orchestra Operaia nasce poi anche "dal bisogno di condivisione della musica contemporanea e con lo scopo di riempire un buco enorme che c'è in Italia in questo momento e che riguarda la mancanza della possibilità per le nuove generazioni di creare nuovi repertori. E questo perchè si va sul sicuro. In passato gli artisti si potevano formare in maniera molto graduale. Ennio Morricone, per fare un esempio, prima di diventare Morricone ha fatto 350 film e la sua orchestra era il laboratorio in cui creare i capolavori che conosciamo. Lui, come tanti altri della sua generazione, ha avuto quindi la possibilità di sbagliare, cosa che oggi le generazioni non hanno. Tantissimi giovani talenti sono andati al Festival di Sanremo e, dopo essere stati esclusi, hanno visto finire la loro carriera. Oggi è tutto troppo rapido e non c'è il tempo di crescere". "Bisogna ricordare, però - rileva Nunzi- che ci hanno messo 20 anni per fare uscire Lucio Dalla e lo stesso vale per Lucio Battisti. Ecco perché l'Orchestra Operaia vuole essere un laboratorio aperto dove è possibile far incontrare i musicisti e farli dialogare, creando opportunità di ascolto di tante musiche diverse che altrimenti rimarrebbero legate ad una unica esecuzione che è quella dell'autore stesso. Insomma noi vogliamo creare nuovi repertori per rinnovare la scena dando la possibilità a molti compositori di rock e jazz di far sentire la loro musica e farla vivere attraverso altri arrangiamenti e altre penne in uno spazio alternativo dove puoi portare progetti non commerciali e farli crescere". (segue)