Napoli, 10 gen. - (Adnkronos) - Una "nottata storica" per la città di Napoli, "anche se difficile perché si è arrivati alla rottura all'interno del cda". Così il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Teatro San Carlo Luigi de Magistris definisce la riunione del cda, conclusasi con le dimissioni del vicepresidente Maurizio Maddaloni, del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, dell'ex presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e dell'ex sottosegretario Riccardo Villari, e con la non adesione del teatro napoletano alla legge 'Valore cultura'. Una legge "ingiusta", spiega de Magistris, "perché prevede la contrazioni dei salari, forme subdole di controllo commissariale ed esternalizzazioni. Ho ritenuto, trovandomi isolato nel cda, che il San Carlo non fosse nelle condizioni di aderire alla legge. Il Comune di Napoli ha fatto qualcosa di storico ripatrimonializzando il San Carlo e questo avrebbe dovuto tagliare la testa al toro. Invece altri componenti del cda hanno ritenuto di dimettersi, un atto che trovo pericoloso perché non si possono defilare. Sono soci fondatori e devono garantire linee di finanziamento e la loro presenza nel San Carlo". Il risultato resta "storico", aggiunge il sindaco, "è una battaglia vinta non dal presidente della Fondazione ma dai lavoratori che hanno fatto una battaglia di grande dignità salvaguardando una concezione alta di cultura che punta soprattutto sulle risorse interne, sulla dignità e sull'orgoglio di un teatro che è patrimonio dell'umanità". "Ora - aggiunge - dobbiamo essere tutti compatti, e se qualcuno pensa di commissariare il San Carlo se la vedra veramente brutta, sarebbe una pagina talmente buia che non voglio neanche pensarci". E su quanto accaduto, conclude, "nessun ambiguità: aderire alla legge significava far perdere ai lavoratori il contratto integrativo. Bisognava essere chiari e avere un po' di coraggio. O ci si schiera da una parte o dall'altra, io rispetto la scelta degli altri e loro rispettino la mia".




