(Adnkronos) - De Martino punta il dito anche su "alcune scelte artistiche non proprio felici che pesano sulle mancate entrate. Il 'Rienzi' di Wagner -spiega- è stato un bagno di sangue perché è costato molto di più del previsto e ha incassato molto meno. A questo si aggiunga la crisi economica, e mi pare di avere inquadrato le minori entrate", afferma. Sempre in tema di scelte artistiche, l'ex sovrintendente, commentando i dati sulla sostanziale stabilità degli abbonamenti cui invece si contrappone il calo degli introiti da biglietteria, dice: "Il pubblico ci ha dato fiducia sugli abbonamenti, ma le vendite dei biglietti dipendono di volta in volta dal gradimento verso quello che va in scena". Quanto ai costi del personale, "i dati non sono aggregati correttamente -sostiene- perché io da giugno scorso ho ridotto drasticamente il numero dei contratti professionali. Inoltre -aggiunge- nel corso della mia gestione, ho abbassato i costi fissi perché ho ridotto il personale a tempo indeterminato. Probabilmente sono aumentati i costi variabili, quelli dei cosiddetti 'aggiunti', che sono legati alla programmazione artistica. Come spesso capitava -sottolinea De Martino- le proposte della programmazione artistica partivano da costi contenuti che poi lievitavano in corso d'opera, quando il cartellone era già stato approvato dal Cda". Quanto alla pratica, definita da Fuortes "spericolata anche se legale" di avere ammortizzato nel 2012 3,2 milioni di euro per il personale dipendente, alla voce 'Capitalizzazione per costruzione interna attrezzature di scena', come costi per allestimenti futuri, De Martino chiarisce: "E' stata una scelta ben precisa che nasce da una filosofia diversa. Abbiamo inteso applicarla come già stato fatto negli anni precedenti e come viene fatto da altre fondazioni ed aziende". Il resto dei costi, che hanno fatto lievitare le perdite del Teatro "sono puro investimento -dice l'ex sovrintendente- a partire dalle incisioni discografiche delle opere di Muti". De Martino tiene a ricordare i suoi investimenti sulla "didattica, con l'attenzione per i giovani, dando loro la sala Respighi e strutturando un'organizzazione con un riscontro altissimo sulle iscrizioni. Orbitano più di 400 ragazzi intorno alle varie discipline per i più giovani (danza, coro e orchestra giovanile). Ho fatto investimenti anche sulle strutture, con il recupero della sala del Teatro Nazionale, portandola a 800 dai 495 posti che aveva prima e dotando i due teatri di certificazione di agibilità definitive, mentre prima andavano avanti con le certificazioni provvisorie". Quanto all'indebitamento netto del Teatro, De Martino conclude: "Ho ereditato circa 20 milioni di debiti che risalgono agli esercizi 2008-2009".




