(Adnkronos) - "Martina/Violetta da una parte è rappresentativa degli adolescenti - spiega la psicologa - ma dall'altra lei non vive la sua adolescenza e di questo salto potrebbe rimanere ferita. Qualora, infatti, questo salto non si perpetuasse, le luci della ribalta si spegnerebbero, anche interiormente". Non solo: "Il successo - osserva Parsi - anche se rappresenta una tensione positiva, è sempre uno stress che ti costringe a canalizzare tutte le energie per apparire nei confronti degli altri e ti toglie del tempo per te stesso e una conoscenza approfondita di te. E' come se uno rimanesse adolescente per sempre e quando si 'sveglia' è il personaggio e non una persona". Il pericolo, però, non è solo legato all'ipotesi in cui il successo si arresti all'improvviso, ma riguarda proprio il rischio di allontanarsi da sé a causa del successo. Parsi cita, infatti, Liz Taylor che "ha avuto un successo costante e continuo, ma si è infilata nel meccanismo di trovare sempre nuove relazioni, passando da una depressione all'altra e bevendo per facilitare la sua capacità di espressione. Il successo, insomma, può essere anche ininterrotto, ma poi chiede il suo prezzo come la mancanza di un affetto vero intorno a sé o il sentirsi obbligato ad essere sempre all'altezza della situazione ad ogni costo".




