Libero logo
1 di 7

L'Austria dove il tempo si è fermato: paesaggi tibetani e vette da sogno

di Giovanni Ruggierodomenica 25 maggio 2014
3' di lettura

La montagna non vive solo d’inverno, anzi rinasce con la stagione estiva. Ne è un esempio la regione austriaca dell’Osttirol e il Parco nazionale Alti Tauri, dove l’impegno degli operatori turistici riesce a conservare nel tempo un paesaggio da cartolina, rispettando il territorio senza aiuti artificiali. Nella regione ci sono 350 alpeggi, tutti facilmente raggiungibili, che permettono di vivere in prima persona esperienze indimenticabili. Si può dormire al piano di sopra e al mattino dopo aiutare nella stalla. Oppure, fare una merenda a base di formaggio d’alpe e latticello fresco. Ci sono rifugi un po’ nascosti, nella totale solitudine delle montagne, altri anche raggiungibili in carrozzina, per fare spettacolari escursioni, da soli o guidati con esperienza dai rangers del Parco. Come in Tibet - Nell’Osttirol ci sono le cime più alte che l’Austria può offrire, cioè il Großglockner (3798 m) e il Großvenediger (3657 m). Gli alpeggi più antichi Jagdhausalmen si trovano a circa 2000 metri di altezza, nella parte posteriore del Defereggental. Lo scenario in estate ha un effetto straniante perché sembra più un paesaggio tibetano alle pendici dell’Himalaya. Qui ci sono 15 case in pietra e una cappella, che dal XIII secolo resistono alle intemperie. I contadini altoatesini trascorrono qui l’estate, con oltre 300 giovani bovini. Da St. Jakob il percorso conduce dapprima all’ Oberhauser Zirbenwald, che si snoda per 200 ettari e rientra tra i più ampi patrimoni forestali dell’intero dell’arco alpino. Il tour di una giornata è tecnicamente semplice, ma richiede una buona resistenza. Chi ha abbastanza energie, può proseguire ancora un po’ e avventurarsi fino al Pfauenauge – un laghetto che si trova sopra gli alpeggi Jagdhausalmen e garantisce un piacevole refrigerio anche nelle calde giornate estive. Simbiosi uomo-natura – La maggior parte dei rifugi è nella parte esterna del parco Alti Tauri arrivando a coprire una superficie di quasi 27 mila ettari di paesaggio culturale dove il motto dei contadini è sempre stato: “Prima le piante, poi gli animali”, a sottolineare il grande rispetto dell’alpeggio tradizionale che viene gestito naturalmente, senza pesticidi né concimi industriali. Un paesaggio da cartolina talmente apprezzato da esser scelto come location ideale per gli spot della cioccolata svizzera Milka. Dal 2007 qui la Kraft Foods ha dato vita a sei alpeggi che si distinguono in particolare per il loro sistema costruttivo tradizionale e per la gestione sostenibile. Uno di questi è l’Arnitzalm, che si trova a 1848 m s.l.m. e si può raggiungere da Matrei in due ore. Lo scenario da film di cultura locale è formato dai tradizionali rifugi in legno, sui quali veglia il Großglockner all’orizzonte. Cinque contadini si occupano in estate delle mucche da latte, dei vitelli, dei bovini giovani e delle pecore, mentre gli escursionisti nel punto ristoro gustano il tradizionale formaggio grigio, il latticello e lo yogurt di produzione propria. Tra le destinazioni più belle per le gite vi è anche l’Hofalm, che si trova a 1824 metri di altezza e ha perfino un suo museo, collocato in una stalla autentica del XIX secolo, dal quale è possibile farsi un’idea della tradizionale vita in alpeggio. Per tutti i palati – Basta entrare in un caseificio del posto per farsi conquistare dai profumi del formaggio d’alpe, passeggiare tra mucche, capre, pecore e cavalli, scambiare due chiacchiere sul tempo con i pastori della zona. Le gite in questa zona sono dei viaggi nel tempo declinabili in esperienze libere, a prova di tragitto improvvisato o per tour organizzati tra i rifugi. Per le famiglie il Berger Alm nella Dorfertal è il massimo: da Kals il sentiero, leggermente in salita, in tre quarti d’ora conduce attraverso la spettacolare gola Dabaklamm. Mentre il Berger Alm è famoso per i krapfen ai mirtilli rossi e lo strudel di mele, il Pebellalm, nella valle Virgental, attira per le specialità di selvaggina della sua riserva di caccia. Da non perdere: chi alloggia qui, non solo sperimenta dal vivo la vita in alpeggio, ma può anche andare a caccia al crepuscolo.