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IFJ 2015, il reportage tra Perugia e Washington... Post: Salvini uomo di rottura, le regionali e l'informazione digitale

di Giulio Bucchidomenica 19 aprile 2015
3' di lettura

"Chi è l'uomo politico che attira di più l'attenzione mediatica, mi chiede? Senza dubbio Matteo Salvini, elemento di rottura perché esce dagli schemi del conformismo e suscita interesse anche fra giornali e network internazionali”, spiega Anna Momigliano, capo redattore di Rivista Studio. Giornalista e saggista, l'autrice di Karma Kosher (Marsilio, 2009) è reduce dall'incontro del Festival del giornalismo di Perugia "E-book e webstories: due nuovi canali per raccontare gli esteri", conferenza seguita da un folto pubblico di giovanissimi desiderosi di comprendere quale futuro abbia il foreign journalism. Curiosità che è venuta anche a noi, ma con calma: partiamo dai fatti di casa nostra, dalle Regionali ad esempio che poi, si sa, arrivare alla politica estera è un attimo. Anna, cos'ha di particolare l'"altro Matteo"? “Che pur venendo da un partito con posizioni talvolta intransigenti, è capace di esprimere concetti condivisibili da un vasto bacino di utenza, nonché di offrire al pubblico argomentazioni ed analisi approfondite e ben articolate”. Salvini, il “Grillo” del 2015?  “No, due personaggi diversi. Il segretario leghista rappresenta qualcosa di nuovo sulla scena, il cui potenziale è stato captato dai media nostrani e da quelli internazionali, che gli dedicano diverso spazio”. Lo stesso dato a Tsipras?  “Lo stesso che si dedica a Marine Le Pen. Ci pensi: anche lei viene da una realtà che non sempre brilla per diplomazia, eppure è riuscita a conquistare ampie fette di elettorato, presentandosi come un'alternativa spendibile nel contesto politico francese”. Ed eccoci sbucati nell'“estera”, argomento che senza dubbio affascina molti giovani giornalisti ma che, non sempre, riceve il giusto spazio su quotidiani e magazine. Secondo la giornalista “i tempi sono contingentati, allora tu che hai un giornale pensi: quali sono le storie migliori che posso pubblicare e con le quali coinvolgere il pubblico? E' chiaro che alcuni argomenti come lo Tsunami o il conflitto arabo-israeliano attirino maggiore attenzione e siano anche più facili da raccontare alla gente; storie come quelle dalla Libia hanno sì una loro importanza, ma forse non un'urgenza tale da essere raccontate, malgrado l'importanza che sul piano geopolitico la stabilità interna della nazione nordafricana possa avere”. Un'occasione di riscatto, però, può darlo il web. Ancora Anna: “Il web journalism offre, forse più della carta stampata, maggiore spazio per approfondimenti e analisi di temi diversi”. Una posizione simile a quella di Greg Barber, penna del Washington Post che ha dedicato la sua giornata perugina a "Tech vs giornalismo: chi comanda?" , incontro durante il quale, con la collega BBC Jacqui Maher, ha cercato di spiegare come giornalismo e tecnologia siano due strumenti che si evolvono insieme.  E' un tipo alla mano Greg, che risponde pienamente (oltre che alla regola delle 5 W) alla legge delle “quattro S”: solare, scherzoso, sorridente, simpatico. Ed è con un sorriso incorniciato su un volto incuriosito, che sfoglia con noi le pagine di Liberoquotidiano.it. E' qui che uscirà. Siamo pronti? “Of course!”. Prima volta a in Italia? “No, seconda. Partecipo a seminari internazionali...”. Allora diciamo anche terza. Verrà all'Expo? “Sfortunatamente no, ho un importante meeting a Singapore”. Più importante dell'Expo? “Oh, no! Mi creda avrei voluto esserci. Ma anche l'appuntamento di Singapore (Digital Journalism World Media Summit, ndr) ha una sua rilevanza”. Cos'ha di importante? “Affronteremo, come in questa sede, il tema del giornalismo digitale”. Tipo di informazione che secondo lei ha futuro? “Direi di sì. Penso che tecnologia e giornalismo si sviluppino insieme e che molti fatti odierni derivino dalla loro combinazione”. Il web journalism soffre di alcuni problemi, primo fra tutti il finanziamento. Il clickbaiting è la soluzione più azzeccata? “Sì, può essere una forma di sostegno importante per un quotidiano online. O meglio, è qualcosa di molto diffuso oggi. Come, però, già accennato in merito all'evoluzione parallela di tech e dell'informazione, ritengo che la rete possa offrire anche alternative al clickbaiting. Il tutto sta nell'interpretare l'uso degli strumenti di cui disponiamo: I socials, ad esempio, possono essere una buona risorsa (fa riferimento al crowfounding) e un buon canale”. Da americano, che idea si è fatto del nostro sistema di informazione? “Nessuna, in realtà. Né saprei risponderle quando mi domanda l'opinione del giornalismo anglosassone sul giornalismo italiano. Posso invece affermare che, malgrado sia qui da poco, quest'evento mi ha colpito e coinvolto”. Foto e servizio di Marco Petrelli @marco_petrelli

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