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Vittorio Feltri: "La Cina diventerà simile a noi"

di Lucia Espositodomenica 30 agosto 2015
1' di lettura

Vittorio Feltri analizza la parabola della Cina. Nel sue editoriale di oggi su Il Giornale analizza il fenomeno del Dragone crersciuto vorticosamente negli ultimi anni e adesso in rapido declino. Cosa è successo? "La Cina comunista ha scoperto tardivamente il mercato e lo ha cavalcato, crescendo a dismisura, per oltre 20 anni. Ha raggiunto il diapason, dopo di che si è adagiata e adesso fatica a rimanere in quota. D' altronde, non è possibile ascendere fino in paradiso. Tutte le economie vanno su e giù. Pechino non fa eccezione". I provvedimenti del governo ex maosita, secondo l'editorialista del Giornale, sono solo dei palliativi che non colmano le perdite e le leggi del comunismo sono rigide ma non garantiscono la crescita. Feltri parla di una progressiva italianizzazione dei signori con gli occhi a mandorla. Perché ci somiglino del tutto manano Maurizio Landini e Susanna Camusso: "Quando l'avranno  andranno in malora alla velocità della luce. Se si doteranno di un welfare mastodontico e oneroso come il nostro, precipiteranno nella miseria, da cui sarà impossibile che riescano a risollevarsi". E l'Italia? Finora, nonostante le difficoltà, ci siamo salvati a differenza della Grecia. Ma la domanda resta ancora sospesa. Perché di mezzo c'è Matteo Renzi.