(Adnkronos) - Un appuntamento che ha messo a confronto amministratori, dirigenti di aziende sanitarie e addetti ai lavori anche sui recenti provvedimenti in materia da parte dello Stato e della Regione Toscana. E che, tra l'altro, ha dato seguito all'installazione, nel 2011, di 16 defibrillatori in altrettanti impianti sportivi del territorio (piscine, palasport, campi di calcio e palestre polifunzionali), che la Provincia ha potuto acquistare grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. I defibrillatori. Quelli del progetto in questione sono i cosiddetti Dae (defibrillatori semiautomatici da esterno, legge 69 del 15 marzo 2004), inseriti all'interno di appositi totem tele-assistiti e allarmati. Si tratta di colonnine di colore verde contrassegnate da appositi cartelli indicano la presenza del prezioso apparecchio salvavita. Il defibrillatore è l'unico in grado di convertire con una scarica elettrica un'aritmia maligna che ogni anno, soltanto in Italia, miete oltre 76.000 vittime per arresto cardiaco. Nell'80% dei casi l'arresto è preceduto da un ritmo defibrillabile e nel 60% dei casi l'evento avviene in luogo pubblico. E' per questo motivo che un celere intervento entro i 5 minuti dall'arresto cardiaco, in attesa dei soccorsi avanzati, un defibrillatore può fare la differenza tra la vita e la morte. Esperienze già sperimentate in altri Paesi hanno già dimostrato che con una formazione adatta anche a personale non sanitario, correttamente istruito, è in grado di eseguire manovre salvavita in attesa dell'intervento del soccorso sanitario. Ciò consente di ridurre al minimo i tempi d'intervento in caso di arresto cardiaco con aumento proporzionale delle possibilità di recupero del paziente (Legge 120 aprile 2001 e legge 69 del 15 marzo 2004). Coloro che da tempo hanno già reso operativo questo sistema ne documentano l'efficacia. (segue)




