Bologna, 22 lug. - (Adnkronos) - E' teso il clima a Palazzo D'Accursio in merito alle misure che il Comune dovrebbe adottare in seguito all'esito del referendum contro i finanziamenti pubblici alle scuole d'infanzia private, tenutosi sotto le Due Torri e che ha visto vincere l'opzione sostenuta di referendari di Articolo 33, sostenuta tra gli altri anche da Sel. Nel giorno in cui le Usb hanno pacificamente manifestato in Comune per chiedere che la giunta non ignori l'esito del referendum, in aula Sel ha puntato l'indice contro gli alleati Democratici. "Se il Pd avesse fatto una proposta di riduzione, anche con gradualita', dei fondi alle scuole dell'infanzia paritarie private ne avremmo discusso, ma non abbiamo mai nemmeno intravisto questo spazio" sostiene Sel che gia' nei giorni scorsi ha avanzato un'ipotesi, tradotta in un odg, volta alla riduzione progressiva degli stanziamenti. "E' un fatto che il Pd riesca a mediare con tutti e su tutto, dal salvataggio di Alfano alla riduzione delle tutele dell'articolo 18, ma non con il suo popolo - proseguono i Vendoliani - che si e' espresso con un referendum". "Ancora oggi in aula il Pd - rimarca Sel in una nota - ha perpetrato la narrazione della miracolosa e insostituibile architettura del sistema integrato pubblico privato". Ma questa interpretazione "e' stata rigettata dai bolognesi con il risultato referendario che chiede semplicemente di finanziare con tutti i fondi disponibili la scuola pubblica gia' duramente impoverita da anni di tagli" conclude Sel, anticipando che, invece, "la nostra proposta, se pure sara' respinta dal consiglio comunale e' sostenibile ed e' agli atti".




