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Via libera del governo alla legge contro l'omofobia, ma il testo divide e fa discutere

Anddos: "Rinviare la legge è scelta scellerata"
domenica 28 luglio 2013
Via libera del governo alla legge contro l'omofobia, ma il testo divide e fa discutere

5' di lettura

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - Via libera del governo alla legge contro l'omofobia. E' stato il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini a intervenire su un tema diventato di ora in ora sempre più caldo: "Ho grande rispetto per i temi etici e per la libertà di scelta quando si toccano temi che riguardano le coscienze. Ma una legge che contrasti l'omofobia non c'entra nulla con i temi etici, riguarda il codice penale, e l'introduzione di norme efficaci, che da troppo tempo attendono una approvazione, è urgente e non più rinviabile", ha spiegato Franceschini. Il riferimento del ministro alla questione dei temi etici non è certo casuale, perché mentre nel Pd si registra un coro intonato sull'opportunità di andare avanti con il provvedimento in Scelta civica e soprattutto nel Pdl la discussione continua a essere accesa. Anche Renato Brunetta si è schierato a favore di quella moratoria chiesta da una parte del partito per motivi anche legati alla tenuta del governo. "Oggi prioritari sono i temi economici, le posizioni sono ancora distanti e in questo clima non è utile dividerci sui temi etici", ha spiegato il capogruppo alla Camera non riuscendo, però, a convincere tutto il partito. Giancarlo Galan, per esempio, ha confermato la sua linea da sempre attenta alle questioni dei diritti: "In Italia siamo indietro di vent'anni su questi temi e ancora qualcuno nel mio partito ha il coraggio di proporre una moratoria? E cosa dovremmo fare, occuparci solo di spread e tassi fino alla fine della legislatura?", ha spiegato in una intervista all'Adnkronos. Quella dell'ex ministro non è l'unica voce 'anti moratoria'. Per una discussione "matura" su diritti e temi etici si è schierata anche la deputata Gabriella Giammanco e Maurizio Gasparri ha parlato dell'opportunità di esaminare la legge, pur senza nascondere criticità: "Sulle questioni etiche il Pdl ha sempre rispettato le posizioni di ciascuno. E in diversi casi, anche su provvedimenti all'esame delle Camere, abbiamo lasciato libertà di coscienza", ha spiegato Gasparri. "Ciò non vuol dire, tuttavia, lasciare il campo libero a confusioni o estremismi al contrario. I temi etici non vanno elusi. Abbiamo il dovere di esprimerci con chiarezza su questioni come la vita, la famiglia", ha aggiunto Gasparri sollecitando: "E' indispensabile rivedere la legge contro l'omofobia in discussione alla Camera che, come è stata formulata, è contro i principi del diritto naturale. E contro la Costituzione. E rischia di introdurre reati di opinione a fronte di posizioni che non c'entrano nulla con le discriminazioni, che invece vanno combattute". Per restare alla maggioranza, infine, anche in Scelta civica non sono mancate le discussioni. Contro la moratoria, e a favore della legge, si era schierato Andrea Romano, subito 'stoppato' dai deputati di Scelta civica dell'Udc: "La posizione espressa da Andrea Romano in un suo comunicato stampa è posizione personale e forse di qualcun altro di Scelta civica, ma certamente non è la posizione dell'intero gruppo", ha detto Binetti, Cesa, Gigli, Buttiglione, Cera, Sberna e Caruso. In serata è stato il capogruppo Lorenzo Dellai a sottolineare che Scelta civica è al lavoro per "una soluzione tecnica che consenta di contemperare gli scopi sostanziali perseguiti dalla legge, che condivide, con la doverosa tutela della libertà d'opinione". Il frutto di tutte queste divergenze di opinioni è stato raccolto in commissione Giustizia della Camera, dove fino a giovedì è previsto l'esame del provvedimento. Il testo è stato prima sommerso da circa 400 emendamenti, dopo è stato sostanzialmente riscritto dai relatori Antonio Leone e Ivan Scalfarotto. Lo ha spiegato lo stesso Leone: "Abbiamo presentato un emendamento di sintesi che rappresenta l'accordo politico raggiunto. Qualora ci fosse la necessita di moratoria o di una decellerazione sull'argomento, la sede opportuna sarebbe la conferenza dei capigruppo. Noi abbiamo un punto di arrivo che è il 26 luglio quando questo provvedimento andrà in aula. Conservo, da buon esecutore procedurale, il mio obiettivo fino ad un eventuale cambio di rotta : tutto il resto sono considerazioni giornalistiche". Secondo Scalfarotto approvare la legge e "un'emergenza: c'è la necessità di una legge contro l'omofobia perché purtroppo in questo Paese per omosessuali o transessuali è ancora una situazione molto scomoda, che ti sottopone all'odio. E' assolutamente un'emergenza perché dobbiamo smetterla di guardare al Paese a fette: quando parliamo di lavoro ed economia, parliamo della vita delle persone che è fatta anche di intimità, socialità e famiglia". Anche la riscrittura del testo, però, non si è salvata dalle polemiche: "L'articolo sostitutivo presentato in commissione Giustizia dai relatori del Ddl omofobia è fonte di grave imbarazzo per la maggioranza in quanto non concordato con il gruppo Pdl -ha sottolineato Alessandro Pagano, del Pdl-. Pur nel rispetto delle posizioni di ciascuno, la nostra battaglia continua. Non ritireremo gli emendamenti presentati, ma preannunciamo anzi la presentazione di nuovi, adeguati, sub-emendamenti ai testi dei relatori". Mentre, sempre nel Pdl, Barbara Saltamartini ha fatto notare: "La giusta battaglia contro le discriminazione sessuali e contro ogni forma di violenza lesiva della dignità della persona deve proseguire ma sono assolutamente contraria a condurla attraverso l'introduzione nel nostro ordinamento di un nuovo reato d'opinione che di fatto amplia la Legge Mancino". A puntare il dito contro le modifiche dei relatori è stato il M5s: "Si modifica la legge Mancino a categorie come 'omofobia' e 'transfobia' che, in assenza di una definizione giuridica, rende la legge inefficace e oltremodo vaga e a rischio incostituzionalità e sparisce, poi, dal testo, la previsione che gli stessi delitti diventino aggravanti di altri reati come accade, invece, per i crimini a sfondo razziale, politico o religioso", ha spiegato il gruppo in una nota. Mentre Nichi Vendola, criticando il Pdl, ha sollecitato il Pd: "Il centrodestra non ce la fa a confrontarsi con le domande di libertà e di diritti civili che salgono da ogni parte della società italiana. E' una cartina di tornasole per capire quanto il Partito democratico voglia continuare a suicidarsi oppure no". "Rinviare la trattazione del testo della legge che punisce i reati e le discriminazioni di origini omotransfobica è una scelta scellerata ed irresponsabile inaccettabile e perseguibile dai diritti imposti Comunità Europea". Così Marco Canale, presidente di Anddos (Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale), commenta la richiesta di 'moratoria' sui temi etici. Per l'associazione "se la politica è scesa a tal punto da dovere imputare il suo fallimento a dei diritti basilari del vivere civile, sembrerebbe davvero giunto il momento che chiudano bottega. E' incredibile come certe discussioni nascano sempre a elezioni avvenute e come, invece, a fine maggio, tutti questi signori fossero molto disponibili a prendere parte al primo convegno nazionale di Anddos". Il paradosso, aggiunge Anddos, è "che si debba lottare per dei diritti, in uno stato di diritto" e "come sempre, il sacrificio viene richiesto ai cittadini, perché questo sono gli iscritti ad Anddos, cittadini a cui viene richiesto di pagare tasse, di andare a votare, di lavorare ed investire nel proprio Paese, anche in questo momento tanto difficile, per contribuire alla ripresa economica". In cambio, conclude l'associazione, "questi cittadini debbono tacere, subire e, possibilmente non fare notare troppo la loro diversità, magari con finti matrimoni, finte chiamate mistiche. Del resto l'Italia va a rotoli proprio perché, imminenti personaggi ben riescono a nascondere dietro finti problemi, gravi mancanze".