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Risparmi energetici e meno emissioni con hardware e processori più efficienti

domenica 28 luglio 2013
Risparmi energetici e meno emissioni con hardware e processori più efficienti

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Roma, 23 lug. (Adnkronos) - Il Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti ha annunciato di voler fissare gli standard minimi di efficienza energetica cui devono uniformarsi tutti i computer ed i server venduti nel Paese. Un nuovo studio "Characteristics of Low-Carbon Data Centers" pubblicato sulla rivista online Nature Climate Change, ha infatti dimostrato che da un'efficiente gestione degli hardware è possibile ottenere significativi risparmi di energia. Secondo lo studio infatti i grandi server, in primo luogo quelli di Google e Facebook, potrebbero tagliare le loro emissioni di Co2 dell'88% solo agendo sulla gestione dei processi produttivi. In pratica si è riscontrato che una ricerca avviata su Google o un post pubblicato su Facebook generano emissioni provocate principalmente da tre fattori: l'apparato di IT (information technology), che comprende i data center con le aree di stoccaggio e i link al network, la quantità di elettricità che l'edificio dove si trova il data center usa al di fuori dell'alimentazione delle macchine, e la quantità di energia che, sul totale, viene ricavata da fonti rinnovabili. Un significativo aumento dell'uso delle rinnovabili può portare a risparmi fino al 98% ma non sono però le rinnovabili a fare la vera differenza, secondo gli analisti infatti se si implementasse l'efficienza dei processori, aumentando quindi la velocità di calcolo, si raggiungerebbero gli stessi traguardi ottenibili con le rinnovabili ma in un tempo minore. Secondo i ricercatori infatti, attualmente i processori sono utilizzati per il 3-5% della loro capacità di calcolo mentre potrebbero essere portati, senza particolari difficoltà, a rendimenti superiori del 30% e, in alcuni casi, addirittura dell'80%.