Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - Il "grido di disperazione" degli immigrati 'reclusi' nei Centri di identificazione ed espulsione, deve trovare il "doveroso ascolto delle istituzioni pubbliche responsabili, garanti del rispetto dei diritti umani inviolabili". Lo ribadisce l'Osservatorio Carcere dell'Unione camere penali italiane, in un documento dove si traccia un quadro a tinte fosche dei Cie, visitati dall'Ucpi e definiti tra i luoghi "piu' oscuri del sistema giudiziario italiano", e dove si evidenzia il caso limite di quello di Modena, dove tra il 17 e 18 luglio scorsi, nove extracomunitari hanno tentato la fuga, danneggiando alcune strutture del centro ed opponendo resistenza agli agenti intervenuti. Per tutti gli arrestati il pm ha chiesto la custodia cautelare in carcere. All'esito dell'udienza di convalida dell'arresto il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, ma non il pericolo di fuga, cosi' applicando la misura di custodia in carcere richiesta dal pm nei confronti di tre indagati, e l'obbligo di dimora e permanenza in casa durante le ore notturne per gli altri sei. Il giudice ha definito "inumane" le condizioni di vita all'interno del Cie di Modena, spiegano i penalisti, tanto da comportare una "denuncia alle autorita' sanitarie per l'elevato rischio di epidemie e alla Procura della Repubblica per eventuali reati che dovessero realizzarsi in capo ai gestori di tale struttura", riconoscendo una violazione dell'art.3 C.e.d.u. (segue)




