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Caso Priebke: 335 le vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

domenica 28 luglio 2013
Caso Priebke: 335 le vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

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Roma 23 lug. - (Adnkronos) - L'eccidio delle Fosse Ardeatine e' il massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania nazista il 24 marzo 1944, ai danni di 335 civili italiani, come atto di rappresaglia in seguito all'attacco compiuto da membri dei Gap (gruppi di azione patriottica) romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella. Per la sua efferatezza, l'alto numero di vittime, e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, e' diventato l'evento simbolo della rappresaglia nazista durante il periodo dell'occupazione. Il 23 marzo 1944 - giorno del 25° anniversario della fondazione del partito Fascista di Mussolini - 17 partigiani dei Gap, guidati da 'Rosario' fecero esplodere un ordigno in Via Rasella, a Roma, proprio mentre passava una colonna di militari tedeschi. I partigiani, che erano legati al movimento clandestino comunista italiano, riuscirono poi ad evitare la cattura disperdendosi tra la folla. Nell'attentato vennero uccisi 32 militari dell'11esima Compagnia del III Battaglione del Polizeiregiment Bozen, mentre altri 10 soldati morirono nei giorni successivi. L'esplosione uccise anche due civili italiani. La sera del 23 marzo, il Comandante della Polizia e dei Servizi di Sicurezza tedeschi a Roma, tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, insieme al comandante delle Forze Armate della Wermacht di stanza nella capitale, Generale Kurt Malzer, proposero che l'azione di rappresaglia consistesse nella fucilazione di dieci italiani per ogni poliziotto ucciso nell'azione partigiana, e suggerirono inoltre che le vittime venissero selezionate tra i condannati a morte detenuti nelle prigioni gestite dai Servizi di Sicurezza e dai Servizi Segreti. Il Colonnello Generale Eberhard von Mackensen, comandante della Quattordicesima Armata - la cui giurisdizione comprendeva anche Roma - approvo' la proposta.