(Adnkronos/Cinematografo.it) - Intanto tantissimi anglofoni indipendenti (americani in primis, ma anche gli inglesi, protagonisti di una vera e propria renaissance, non scherzano). E poi documentari a iosa ("Ma ha ancora senso distinguere tra documentari e film di finzione oggi?", si chiede retoricamente Barbera), horror (c'e' anche un inaspettato 'Wolf Creek 2' tra le proiezioni di mezzanotte), fantascienza (quello di Jonathan Glzaer, 'Under the Skin' e' in competizione e tra i piu' attesi) e western (spicca il remake giapponese de 'Gli spietati', autorizzato da Clint Eastwood in persona, con Ken Watanabe protagonista). Poche le commedie: "Non e' periodo", chiosa il direttore. A rischio anche la partecipazione delle associazioni del cinema agli stati generali, almeno finche' il governo non dara' risposte chiare sul reintegro del tax credit. Paolo Baratta, presidente della Biennale, prova a raffreddare gli animi: "A differenza dello scorso anno il Ministro del Tesoro ha gia' stanziato a maggio la meta' delle risorse del tax credit, circa 43 milioni di euro. Prima di stanziare la seconda meta' vuole aspettare di verificare il numero di richieste. Non vedo il problema". Capitolo mercato: per la prima volta gli operatori internazioni usufruiranno di quattro sale per visionare i film. E a proposito di sale, grazie ai lavori di ampliamento e ammodernamento di quelle esistenti, Venezia diventa con 5.500 posti a sedere il festival internazionale con la maggiore capienza di pubblico.




