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Immigrati: Pilozzi (Sel), interrogazione su condizioni da lager in a Cie Gradisca

domenica 28 luglio 2013
Immigrati: Pilozzi (Sel), interrogazione su condizioni da lager in a Cie Gradisca

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Roma, 28 lug. (Adnkronos) - "Una gabbia in condizioni di assoluta precarieta' igienica e sociale: cosi' definirei la struttura del Cie di Gradisca d'Isonzo, che ho visitato venerdi', insieme ai referenti dell'associazione Tenda per la Pace e i Diritti e a Marco Furfaro, responsabile Immigrazione Sel". Lo afferma il deputato Nazzareno Pilozzi, capogruppo Sel Commissione Affari costituzionali. "Sono allibito - aggiunge - dalle condizioni in cui vivono, alcuni da oltre quindici mesi, i circa settanta ospiti della struttura: da piu' di due mesi la lavanderia non funziona, aspetto che aggrava le condizioni igienico-sanitarie, di per se' gia' critiche; non dispongono di una sala mensa e sono quindi costretti ad arrangiarsi nell'area antistante le anguste camerate in cui dormono almeno dieci persone; l'area all'aperto consiste in un cortile assolato con un muro di cinta di cemento alto tre metri e sovrastato da reti di ferro che danno l'idea di una vera e propria gabbia; non esiste alcun luogo di aggregazione, se si esclude una sorta di campo da calcio di cui non sono mai stati terminati i lavori; non possono utilizzare il telefono cellulare e neppure leggere, in quanto i libri, per ragioni di sicurezza, vengono considerati materiali troppo facilmente infiammabili. Uno degli ospiti, in isolamento, addirittura dorme con il materasso per terra, in assenza della rete del letto. Molte persone, pur di evadere, si autoinfliggono lesioni e ferite, nella speranza di dover essere tradotti, seppur temporaneamente, in strutture ospedaliere esterne al Cie. Le spiegazioni addotte dal responsabile della gestione vanno da presunti problemi connessi alla ristrutturazione della sede a questioni di regolamento e di incolumita'. Presentero' con assoluta urgenza una interrogazione al ministro dell'Interno per sollecitarlo al ripristino di condizioni strutturali e igieniche che rispettino almeno i livelli minimi di dignita' umana, che attualmente risultano gravemente violati'.