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Mafia: Mori non favori' latitanza Provenzano, assolto/Adnkronos (3)

domenica 21 luglio 2013
Mafia: Mori non favori' latitanza Provenzano, assolto/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) - Un processo che nel frattempo si e' trasformato in un pre-processo per la trattativa tra Stato e mafia, che vede alla sbarra uno dei due imputati, il generale Mario Mori per attentato a corpo politico dello Stato. "In questo processo, durato quasi cinque anni, e' emersa la piu' complessa storia dei rapporti tra lo Stato e la mafia tra gli anni Ottanta e Novanta", aveva esordito la requisitoria il pm Antonino Di Matteo. "Una storia cui una parte delle istituzioni, per un'inconfessabile ragione di Stato, ha cercato e ottenuto il dialogo con l'organizzazione mafiosa nel convincimento che quel dialogo fosse utile a fermare le manifestazioni piu' violente della criminalita' e a ristabilire l'ordine pubblico. Questo e' un processo drammatico in cui lo Stato processa se stesso". Secondo l'accusa, i due avrebbero favorito la latitanza del boss Bernardo Provenzano, poi arrestato nel 2006 vicino Corleone. "Non sosteniamo che Mori e Obinu abbiano dialogato con la mafia perche' gia' collusi - aveva detto Di Matteo - Mori, e per effetto il suo sottoposto colonnello Obinu, obbedendo a indirizzi di politica criminale per contrastare la deriva stragista, ha ritenuto di trovare un rimedio nell'assecondare la prevalenza dell'ala moderata della mafia, quella refrattaria alla strategia di contrapposizione frontale allo Stato realizzata con omicidi eccellenti ed eclatanti. Era necessario per questo garantire la latitanza a Provenzano". Per la difesa, invece, Mori e Obinu non avrebbero favorito la latitanza del capomafia. E i giudici hanno dato ragione ai legali . Mori e Obinu non hanno favorito la latitanza di Provenzano, Ecco perche' sono stati assolti. Adesso tutti si chiedono se questa assoluzione potra' avere refluenze anche sul processo per la trattativa tra Stato e mafia in corso davanti alla Corte d'assise di Palermo. Tra gli imputati c'e' lo stesso Mario Mori, accusato di attentato a un corpo politico dello Stato.